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Lunedì 03 OTTOBRE 2022
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Covid e farmacie in Spagna. Intervista all’associazione dei farmacisti spagnoli sul ruolo svolto e i servizi offerti durante la pandemia
Con il Covid anche in Spagna i farmacisti hanno visto potenziare le proprie prestazioni professionali. Nuovi servizi sono stati attivati, come l'accesso ai medicinali, in particolare per i più vulnerabili che erano isolati o confinati, e la segnalazione e comunicazione dei risultati positivi dei test Covid alle autorità sanitarie. "Senza le farmacie comunitarie, il sistema sarebbe crollato, con la chiusura del resto delle strutture sanitarie". A parlare è la Federfarma spagnola.
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"Senza le farmacie comunitarie, il sistema sarebbe crollato, con la chiusura del resto delle strutture sanitarie". Anche in Spagna i farmacisti sono stati protagonisti della lotta al Covid e, durante il periodo di emergenza, hanno visto accrescersi le loro prestazioni professionali. I farmacisti comunitari hanno svolto ad esempio un ruolo chiave e propositivo nel monitoraggio della dispensazione dei test antigenici, nonché nella registrazione e segnalazione dei casi positivi alle autorità sanitarie.

A fare il punto della situazione in questa intervista per il nostro giornale è l'Associazione dei farmacisti spagnoli.

Cosa è cambiato per la farmacia di comunità e i farmacisti a oltre due anni dall'inizio dell'emergenza sanitaria causata dalla pandemia di COVID?
La verità è che la pandemia ha cambiato la vita di tutti e nel caso dei farmacisti, in quanto operatori sanitari, ha modificato e potenziato le loro prestazioni professionali. Di fronte a questi cambiamenti, prima che lo stato di allarme fosse dichiarato in Spagna, il Consiglio Generale Farmaceutico di Spagna ("Consiglio Generale") ha presentato diverse proposte al Ministero della Salute per garantire l'accesso ai medicinali e contribuire a frenare le infezioni da COVID-19, e ,olte di queste proposte hanno richiesto cambiamenti nel nostro lavoro quotidiano. A tal fine, abbiamo sviluppato diversi protocolli e strumenti per farmacisti e farmacie. Questi hanno contribuito a soddisfare nuove esigenze, come garantire l'accesso ai medicinali, in particolare per i più vulnerabili che erano isolati o confinati. Alcune proposte sono state avanzate dal Consiglio Generale come l'Assistenza Farmaceutica Domiciliare o la dispensazione collaborativa di medicinali ospedalieri nelle Farmacie Comunitarie. Più recentemente, le farmacie sono state attive nella conduzione, segnalazione e comunicazione dei risultati positivi dei test Covid alle autorità sanitarie. In ambito tecnologico abbiamo facilitato il rinnovo delle prescrizioni pubbliche e potenziato anche le prescrizioni elettroniche private, con l'obiettivo di evitare le visite ai centri sanitari e ridurre il rischio di contagio.

Quale ruolo ha svolto il farmacista di comunità nella gestione delle emergenze?
Sono orgoglioso di dire che le farmacie spagnole hanno dimostrato la loro grande capacità sanitaria, fornendo assistenza nel primo mese del lockdown a più di 30 milioni di persone; 2,2 milioni hanno ricevuto assistenza telefonica dal farmacista e 850.000 sono state assistite a domicilio. Inoltre, le farmacie si sono affermate come un punto di riferimento di fiducia, accompagnando i cittadini in una situazione così straordinaria, fornendo i servizi prima citati. Senza le farmacie comunitarie, il sistema sarebbe crollato, con la chiusura del resto delle strutture sanitarie. Uno dei nostri motti durante la pandemia è stato che i cittadini possono essere certi che la “luce verde” della farmacia non si spegne mai.
 
Sono stati offerti nuovi servizi ai cittadini (test diagnostici, vaccinazioni, ecc.)?
I farmacisti comunitari hanno svolto un ruolo chiave e propositivo nel monitoraggio della dispensazione dei test antigenici, nonché nella registrazione e segnalazione dei casi positivi alle autorità sanitarie. I farmacisti spagnoli hanno contribuito a ridurre significativamente il carico del Sistema Sanitario Nazionale e hanno sviluppato nuove linee di lavoro per una migliore gestione della pandemia. Così, ad esempio, durante la seconda metà del 2021 e finora nel 2022, più di 1.043.800 test sono stati eseguiti o supervisionati direttamente nelle farmacie comunitarie in tutta la Spagna. Di questo totale, circa 440.000 test positivi sono stati segnalati dalle farmacie al Sistema Sanitario Nazionale.

Quali servizi sanitari sono offerti stabilmente in farmacia, indipendentemente dall'emergenza COVID? In Italia abbiamo la cosiddetta "farmacia dei servizi", esiste qualcosa di simile nel vostro Paese?
La Spagna si distingue per i suoi eccellenti servizi di farmacia professionale (PPhS). Il Consiglio Generale ha lavorato per anni su vari programmi che dimostrano che la revisione dei farmaci e l'aderenza terapeutica migliorano i risultati sulla salute dei pazienti e forniscono anche risparmi significativi e ritorni economici al sistema sanitario. Il Consiglio Generale è anche in prima linea nell'era digitale, con diverse soluzioni tecnologiche e interoperabili che facilitano la fornitura di farmaci e lo sviluppo di SPFA come lo strumento Nodofarma. Sia le Camere Farmaceutiche che i loro associati sono centrali nell'impegno di rafforzare i servizi offerti ai cittadini e di garantire un servizio professionale e di qualità su tutto il territorio nazionale, come avviene nelle “farmacie di servizio” in Italia.

La farmacia è pienamente integrata nel vostro sistema sanitario nazionale e/o regionale attraverso normative o convenzioni specifiche?
Numerose sono le vie di collaborazione e di accordi con le diverse amministrazioni regionali, ma la realtà è che l'integrazione delle farmacie in tale sistema sanitario regionale potrebbe essere ulteriormente rafforzata. Abbiamo anche sostenuto il miglioramento della comunicazione tra gli operatori sanitari.

Tutte le farmacie in Spagna collaborano con il sistema sanitario pubblico attraverso accordi di servizio di farmacia firmati dalle Camere farmaceutiche rappresentate nelle diverse regioni. Attraverso tali convenzioni, ai cittadini è garantito l'accesso ai servizi farmaceutici finanziati dal Servizio sanitario nazionale, con qualità del servizio e dell'offerta, in condizioni di effettiva parità su tutto il territorio, partecipando al pagamento solo con la percentuale di contributo stabilita dal Governo.

Vi sono inoltre altri servizi, concordati con le autorità regionali, come l'erogazione del metadone o lo screening per alcune malattie in alcune regioni. Ad esempio, il Governo sta attualmente lavorando a una futura regolamentazione sulla Sanità Pubblica e da parte nostra abbiamo chiesto che le farmacie siano integrate nella Rete di sorveglianza della sanità pubblica, rafforzando così la capacità del sistema sanitario di una risposta tempestiva, agile e coordinata.

La pandemia ha evidenziato la necessità di affidarsi alla farmacia e ai farmacisti, come abbiamo affermato nel documento “10 Proposte della professione di Farmacista”; che copre aree come l'assistenza sociale e sanitaria, la salute digitale, lo sviluppo professionale, la salute pubblica e la sicurezza di Internet, tra gli altri.

Qual è il sistema di pagamento dei farmaci venduti in farmacia, soggetti a rimborso pubblico, da parte degli enti sanitari nazionali e/o regionali (quote percentuali fisse, variabili in funzione del prezzo, quote fisse per il servizio farmaceutico indipendentemente dal prezzo, ecc.)? 
I farmacisti garantiscono l'accesso ai medicinali e ai servizi sanitari e contribuiscono alla sostenibilità dei sistemi sanitari. Attualmente, il sistema di remunerazione delle farmacie comunitarie per i medicinali finanziati dal governo si basa sulla fissazione di un margine che varia in base al prezzo franco fabbrica del medicinale che viene infine erogato nelle farmacie comunitarie o nei servizi di farmacia. I margini si applicano ai medicinali per uso umano di fabbricazione industriale e sono fissati con regolamento dal Ministero della Salute. Inoltre, il testo rivisto della Legge sulle Garanzie e sull'Uso Razionale dei Medicinali e dei Dispositivi Medici, approvato con Regio Decreto Legislativo 1/2015, del 24 luglio, disciplina il contributo degli utenti e dei loro beneficiari nell'erogazione dei farmaci ambulatoriali. Tale disposizione prevede che tale servizio sarà soggetto a un contributo dell'utenza, che sarà versato al momento della somministrazione del medicinale o del dispositivo medico e sarà proporzionale al livello di reddito. Questo sarà aggiornato, al massimo, su base annuale. Le decisioni sul prezzo e sul rimborso vengono generalmente prese a livello nazionale, sebbene anche le regioni spagnole abbiano voce in capitolo, partecipando ai negoziati all'interno della Commissione interministeriale sui prezzi dei medicinali e dei dispositivi medici (CIPM).

26 luglio 2022
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