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Covid. Draghi: “Obbligo over 50 per ridurre le ospedalizzazioni no vax”. Speranza: “Una piccola minoranza di non vaccinati sta occupando i due terzi delle terapie intensive”
"Non dobbiamo perdere di vista una costatazione: gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Quindi c'è l'ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose", ha sottolineato il premier nel corso della conferenza stampa per illustrare le misure adottate nell'ultimo decreto. Focus sulla scuola che ha oggi riaperto in sicurezza. Il ministro Bianchi: "Il 99,28% dei nostri docenti ha deciso di vaccinarsi. Gli assenti perché positivi o in quarantena, sono circa il 6% del personale scolastico e il 4,5% degli studenti".
10 GEN - "Vogliamo essere molto cauti ma anche minimizzare gli effetti economici e sociali delle restrizioni, sopratutto sui ragazzi. La scuola va tutelata e protetta, è fondamentale per la nostra democrazia. La Dad crea disuguaglianze. Ed oggi possiamo fare tutto questo grazie alla vaccinazione. Abbiamo deciso di introdurre l'obbligo vaccinale per gli over 50 sulla base dei dati dal momento che sono loro a correre i maggiori rischi: le terapia intensive sono occupate per due terzi proprio da non vaccinati".
 
Così il presidente del Consiglio Mario Draghi nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare le misure contenute nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 gennaio.
 
Quanto alle scuole il premier ha poi chiarito come "probabilmente già nelle prossime settimane ci sarà un aumento delle classi in Dad, ma quello che va respinto è un ricorso generalizzato alla didattica a distanza". E questo lo si è potuto decidere anche sulla base dei dati illustrati successivamente dal ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi: "Il 99,28% dei nostri docenti ha deciso di vaccinarsi. Gli assenti alla riapertura delle scuole avvenuta oggi perché positivi o in quarantena, sono circa il 6% del personale scolastico e il 4,5% degli studenti".
 
Tornando poi al tema delle vaccinazioni Draghi ha ribadito: "Non dobbiamo perdere di vista una costatazione: gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Quindi c'è l'ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose. Siamo stati tra i primi ad adottare l'obbligo di vaccino per tutta una serie di categorie, ma ora la circolazione del Covid mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali, soprattutto per l'effetto sulla popolazione non vaccinata. È un quadro dove occorre colpire la pandemia, il virus con lo strumento più importante, il vaccino, accelerando, anche con hub aperti di notte. Nello stesso tempo bisogna cercare di non fare come l'anno precedente, quando era giustificato tenendo chiuso tutto".
 
Sul punto è poi intervenuto il ministro della Salute, Roberto Speranza: "Con l'ultimo decreto facciamo un passo avanti importante: oggi siamo all'89,40% di over12 con prima dose, quindi sono non vaccinati poco più del 10% over12 ,che occupa i due terzi di posti in intensiva e il cinquanta per cento in area medica. Quindi vogliamo ridurre i non vaccinati, per ridurre la pressione sugli ospedali". Illustrando poi alcuni grafici Speranza ha sottolineato: "Su 100mila persone ci sono 23,2 persone che vanno in intensiva e sono i non vaccinati. Con i vaccinati con due dosi da più di quattro mesi il dato passa da 23 a 1,5, quindi crolla clamorosamente e scende all'uno per cento quando la vaccinazione avviene in ciclo primario entro quattro mesi e col booster si va a 0,9, secondo un grafico dell'Istituto superiore di sanità. Se vogliamo ridurre la pressione sugli ospedali e salvare vite umane, e se vogliamo favorire la ripartenza economica e sociale del Paese, la strada prioritaria è ridurre l'area dei non vaccinati. E questa è una scelta che ha piena evidenza scientifica".
 
Infine, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli ha invitato a non abbassare la guardia nei confronti della variante Omicron: "Far pensare che Omicron si connoti da incapacità a provocare malattia grave è un messaggio non corretto. E' meno pericolosa di Delta ma ha la capacità di indurre patologia grave e fatale".
 
10 gennaio 2022
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