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Vaccino Covid. Palù (Aifa): “Terza dose altamente efficace”. E per la fascia 5-11 anni: “L’Ema si pronuncerà il 29 novembre”
Per il presidente Aifa, intervenuto alla conferenza stampa della regione Veneto sul Covid, "questa è la fase peggiore, ma a fronte delle proiezioni e dei dati statistici abbiamo il vaccino che ci protegge e abbiamo i farmaci: i più importanti sono i monoclonali. Ne compreremo anche altri, perché sono pillole che si prendono tranquillamente a casa. Non sono per nulla pessimista".
15 NOV - "Prima di avrrivare al lockdown dovremmo vaccinare chi non si è vaccinato, favorire la terza dose che è la cosa più importante da fare al più presto e ripensare anche alla validità del green pass che è uno strumento validissimo: portarla a 12 mesi per il terzo e ridurre la validità per la seconda dose, cosa che sarà decisa dal Cts. La terza dose previene l'infezione con un'efficacia elevatissima. Sono convinto che questo booster dovrebbe tenerci buoni almeno per un anno".   

Lo ha detto il presidente Aifa Giorgio Palù, invitato dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia a chiarire molte questioni relative alla terza dose. 
 
Palù ha anche anticipato che la decisione dell'Ema sul vaccino Covid per i bambini della fascia 5-11 anni "arriverà il al 29 novembre. La variante Delta ha cambiato i parametri biologici del virus, è più contagioso e l'incubazione scende da 5 a 2 giorni. Infetta anche i bambini, che magari non si ammaleranno tanto". 
 
Quanto alla situazione attuale ha spiegato: "Questa è la fase peggiore - ha detto - ma a fronte delle proiezioni e dei dati statistici abbiamo il vaccino che ci protegge e abbiamo i farmaci: i più importanti sono i monoclonali che per querstioni logistiche sono stati utilizzati solo negli ospedali perché hanno bisogno di un'infusione controllata. Ne compreremo anche altri, perché sono pillole che si prendono tranquillamente a casa. Non sono per nulla pessimista se supereremo l'inverno - ha concluso - anche con la collaborazione dei medici di medicina generale. Utilizziamoli meglio, diamo loro dei sistemi di diagnosi, uniamoli in surgery e credo che potremmo con un certo ottimismo vedere risolto il tutto. Ma sarà il virus a dircelo".
 
"Parlare di immunità di gruppo o di gregge non ha più significato - ha anche precisato Palù -. Lo aveva quando le comunità vivevano in un certo isolamento. Oggi non c'è luogo che non sia colonizzato, dato che il virus è arrivato anche in Antartide. È impossibile pensare di estinguerlo e limitarlo con un mondo che ha vaccinato 3 miliardi di persone ma ne deve vaccinare ancora 5 miliardi, e con Africa Cina, India che hanno vaccinato in percentuali sconosciute o ridicole". 
 
"Bisogna rivedere il periodo del green pass, ha dichiarato il virologo. Che problema c'è a commutarlo in certificato vaccinale? Abbiamo visto, è stato un grande stimolo. Questa terza dose `booster´ -  ha precisato Palù - copre tutti i mutanti, a livello di infezione. Certo non esiste una storia uguale per tutti. In alcuni casi, il 3-4%, anche con il morbillo il vaccino non risponde perché la persona non ha i geni per stimolare". 
 
Infine, sulla doppia vaccinazione, anti Covid e antinfluenzale, proposta da molti medici di base: "Non c'è motivo per non farli insieme. E proprio adesso è il momento di farli".
 
15 novembre 2021
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