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La denuncia delle organizzazioni africane: "Fino ad oggi donazioni senza preavviso, con vaccini al limite della scadenza e senza siringhe"
29 NOV - L'African Vaccine Acquisition Trust (AVAT), i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC) e COVAX hanno diranato oggi un documento per fare il punto sulla situazione delle donazioni di vaccini anti Covid  all'Africa e ad altre economie partecipanti a COVAX, in particolare quelle supportate dal Gavi COVAX Advance Market Commitment (AMC).
 
AVAT e COVAX concordano con l'obiettivo globale di immunizzare il 70% della popolazione africana e sottolineano che le donazioni sono state un'importante fonte di approvvigionamento ma anche che la qualità delle donazioni deve migliorare.
 
 
Infatti la maggior parte delle donazioni fino ad oggi hanno avuto scarso preavviso e hanno rigurdato dosi cn data di conservazione prossima alla scadenza. Ciò, sottolineao i firmatari del documento, ha reso estremamente difficile per i paesi pianificare campagne di vaccinazione e aumentare la capacità di somministrazione.
 
I paesi hanno bisogno di forniture prevedibili e affidabili. Dover pianificare con breve preavviso e garantire l'assunzione di dosi con tempi di conservazione brevi aumenta in modo esponenziale il carico logistico sui sistemi sanitari che sono già sotto pressione.
 
Le donazioni a COVAX, AVAT e ai paesi africani, proseguono gli autori del documento, devono essere effettuate in modo tale da consentire ai paesi di mobilitare efficacemente le risorse nazionali a sostegno dell'implementazione e consentire una pianificazione a lungo termine per aumentare i tassi di copertura.
 
Da qui la richiesta alla comunità internazionale, in particolare ai donatori e ai produttori, di impegnarsi in questo sforzo aderendo ai seguenti standard, a partire dal 1° gennaio 2022:
Quantità e prevedibilità: i paesi donatori dovrebbero sforzarsi di rilasciare le dosi donate in grandi volumi e in modo prevedibile, per ridurre i costi di transazione. "Riconosciamo e accogliamo con favore i progressi compiuti in questo settore, ma notiamo che la frequenza delle eccezioni a questo approccio comporta un onere maggiore per i paesi, AVAT e COVAX", scrivono nel loro documento.
 
Destinazione: serve una maggiore programmazione delle forniture tenendo conto della capacità di somministrazione dei singoli paesi.
 
Periodo di validità: le dosi donate dovrebbero avere un minimo di 10 settimane di validità , con eccezioni limitate solo dove i paesi destinatari indicano la volontà e la capacità di assorbire dosi con una durata di conservazione più breve.
 
Avviso anticipato: i paesi destinatari devono essere informati della disponibilità delle dosi donate non meno di 4 settimane prima del loro arrivo provvisorio nel paese.
 
Tempi di risposta: tutte le parti interessate dovrebbero cercare di fornire una risposta rapida sulle informazioni essenziali. Ciò include informazioni essenziali sulla fornitura da parte dei produttori (volumi totali disponibili per la donazione, durata di conservazione, sito di produzione), conferma dell'offerta di donazione da parte dei donatori e accettazione/rifiuto delle assegnazioni da parte dei paesi. Le informazioni dell'ultimo minuto possono complicare ulteriormente i processi, aumentare i costi di transazione, ridurre la durata di conservazione disponibile e aumentare il rischio di scadenza.
 
Accessori: la maggior parte delle donazioni fino ad oggi non include le necessarie forniture per la vaccinazione come siringhe e diluente, né copre i costi di trasporto - il che significa che devono essere acquistati separatamente - portando a costi aggiuntivi, complessità e ritardi. Le dosi donate devono essere accompagnate da tutti gli accessori essenziali per garantire una rapida allocazione e assorbimento.
29 novembre 2021
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