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Nel 2019 spesa sanitaria sale a quota 117,3 mld. Aumentano acquisti da privato e consumi intermedi. Spesa privata supera i 34 mld. Ragioneria dello Stato: “Esistono ancora margini per una maggiore efficienza”
Pubblicato l’annuale rapporto sul monitoraggio sulla spesa sanitaria italiana. Spesa cresce di 1,3 mld rispetto al 2018. Disavanzi regionali sempre sopra il miliardo. Stabile la spesa farmaceutica mentre prosegue inesorabile l’aumento per consumi intermedi e acquisto di prestazioni dal privato. “Esistono margini di efficientamento e di razionalizzazione del sistema che possono essere utilmente attivati per far fronte agli effetti dell’invecchiamento della popolazione senza compromettere la qualità e l’universalità dei servizi erogati”. IL RAPPORTO
15 SET - Aumenta nel 2019 la spesa sanitaria italiana che si attesta a 117,3 mld, circa 1,3 mld rispetto all’anno precedente. Si conferma il dato dei disavanzi regionali (-1 mld) ante coperture e cresce di 2 mld la spesa privata dei cittadini (anche grazie ad un miglior monitoraggio). È quanto riporta l’ultimo report sul monitoraggio della spesa sanitaria curato dalla Ragioneria generale dello Stato e relativo all’anno 2019.
 
Un rapporto che dunque fotografa l’andamento della spesa sanitaria ante covid ma che mostra in ogni caso alcuni dati interessanti come l’incremento della spesa per acquisti da privato e per consumi intermedi, mentre sembra calmierarsi la spesa farmaceutica diretta.
 
“Come emerge dagli indicatori elaborati da Ocse e Oms – scrive la Ragioneria - , la performance del nostro SSN si colloca ai primi posti nel contesto europeo e mondiale, per la qualità delle prestazioni, nonché per l’equità e l’universalità di accesso alle cure. Il miglioramento del livello generale delle condizioni di salute e la salvaguardia dello stato di benessere psicofisico della popolazione costituiscono un risultato importante sotto il profilo del soddisfacimento dei bisogni sanitari. Inoltre, presenta risvolti positivi anche in termini di contenimento della spesa sociale”.
 
“Tuttavia – rileva il rapporto - , il mantenimento degli standard qualitativi raggiunti rende indispensabile affrontare il tema della sostenibilità dei costi del sistema sanitario pubblico in presenza di livelli di finanziamento condizionati dai vincoli finanziari necessari per il rispetto degli impegni assunti dall’Italia in sede comunitaria. Ciò richiede che si prosegua nell’azione di consolidamento e di rafforzamento delle attività di monitoraggio dei costi e della qualità delle prestazioni erogate nelle diverse articolazioni territoriali del SSN, in coerenza con l’azione svolta negli ultimi anni”.
 
Per la Ragioneria dunque “l’esigenza di un monitoraggio costante dell’andamento della spesa sanitaria, nonché l’esigenza di individuare le pratiche migliori che emergono nei diversi modelli organizzativi presenti a livello regionale, favorendone la diffusione. Il rafforzamento dell’azione di governo del sistema sanitario, con l’adozione di interventi incisivi in tutte quelle situazioni che evidenziano inefficienza o inappropriatezza nella produzione ed erogazione delle prestazioni, costituisce uno strumento efficace anche nel fronteggiare le tendenze espansive della domanda di prestazioni sanitarie indotte dalle dinamiche demografiche. L’esperienza in tale ambito, ha mostrato che esistono margini di efficientamento e di razionalizzazione del sistema che possono essere utilmente attivati per far fronte agli effetti dell’invecchiamento della popolazione senza compromettere la qualità e l’universalità dei servizi erogati”.
 
La spesa sanitaria corrente di CE è passata nel periodo 2002-2019 da 78.977 milioni di euro a 117.338 milioni di euro, con un incremento in valore assoluto pari a 38.361 milioni di euro e un tasso di crescita medio annuo del 2,4%. Rispetto al 2018 la spesa è cresciuta di circa 1,3 mld.

Stabile il disavanzo delle Regioni. Il disavanzo delle Regioni ante coperture nel 2019 è stato di 1,097 mld (nel 2018 era di 1,101 mld). Gran parte dei risultati negativi riguardano le Regioni a statuto speciale (Pa Bolzano, Pa Trento, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta) anche se queste regioni è da evidenziare come concorrano con risorse proprie al pagamento delle loro sanità ed entrano nel Fsn solo in modo figurativo.

 
Redditi da lavoro dipendente. La spesa per il reddito da lavoro dipendente è passata nel periodo 2002-2019 da 27.618 a 35.236 milioni di euro, tale variazione equivale a un incremento medio annuo dell’1,4% + 430 mln su 2018. Un aumento che però non deve ingannare. Tra il 2009 e il 2018 (ultimo anno disponibile) il SSN ha osservato una riduzione del personale dipendente di oltre 45.000 unità. Inoltre, se la spesa per il lavoro era il 35% del totale nel 2002, nel 2009 essa è il 30%.
 
Prodotti farmaceutici. La spesa per i prodotti farmaceutici, comprensiva sia dei costi per farmaci erogati nel corso dei ricoveri ospedalieri che di quelli per la distribuzione diretta e per conto, è aumentata dal 2002 al 2019 di oltre 8.900 milioni di euro, facendo registrare un importante aumento medio annuo, pari al 9,2% nel 2019. Nell’ultimo anno la spesa si è attestata a 11.484 mln, un dato stabile rispetto all’anno passato.
 
Consumi intermedi diversi dai prodotti farmaceutici. La spesa per i consumi intermedi al netto dei prodotti farmaceutici è aumentata nel periodo 2002-2019 di oltre 10.000 milioni di euro, corrispondenti ad un tasso di crescita medio annuo del 3,3%. Nel 2019 la spesa è salita a quota 23, 464 miliardi, in aumento di quasi 600 mln rispetto al 2018.
 
Farmaceutica convenzionata. La spesa per la farmaceutica convenzionata dal 2002 al 2019 è diminuita in valore assoluto di 4.275 milioni di euro, facendo registrare un tasso di riduzione media annua del 2,6%. Nel 2019 la spesa è stata di 7,5 mld, un dato analogo a quello del 2018.
 
Assistenza medico-generica da convenzione. La spesa per l’assistenza medico-generica da convenzione è aumentata dal 2002 al 2019 di 2.037 milioni di euro, corrispondente a un tasso di crescita medio annuo del 2,2%. Nel 2019 sono stati spesi 6,642 mld come l’anno precedente.
 
Atre prestazioni sociali in natura da privato. La spesa per le altre prestazioni sociali in natura da privato accreditato ovvero gli acquisti di prestazioni ospedaliere, specialistiche, riabilitative, integrative, protesiche e altre prestazioni da operatori privati accreditati con il SSN è aumentata dal 2002 al 2019 di oltre 10.500 milioni di euro, facendo registrare un tasso di crescita medio annuo del 3,4%. Nel 2019 la spesa è salita a 24,7 mld (circa 700 mln in più rispetto al 2018).
 
Spesa sanitaria privata supera quota 34 mld. Anche per il 2019, continua il miglioramento della rilevazione della spesa sanitaria privata che già aveva caratterizzato gli anni precedenti circa le tipologie di erogatori di prestazioni sanitarie che, dal 2016 al 2018, sono rimaste invariate (pari al +6,4% del 2019 vs 2018, +5,9% del 2018 vs 2017 e +8,3% del 2017 vs 2016), essenzialmente imputabile alle farmacie, ai medici e alle strutture autorizzate.
 
Il contributo dell’ingresso, nel 2019, delle strutture sanitarie militari e degli esercenti le professioni sanitarie tra i soggetti obbligati all’invio al Sistema TS delle spese sanitarie dei cittadini, per circa 0,5 miliardi di euro, ha innalzato il miglioramento della rilevazione della spesa sanitaria privata del 2019 vs il 2018 al +7,9%. In totale la spesa rilevata è di circa 34 mld, 2 mld in più rispetto all’anno precedente. Nel 2019, analogamente agli anni precedenti, la rilevazione della spesa sanitaria  privata per visite specialistiche ed interventi chirurgici proviene prevalentemente da medici odontoiatri.
 
Luciano Fassari
15 settembre 2020
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