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Sangue e plasma. In Conferenza Stato Regioni il programma per garantire l’autosufficienza nazionale 2020
Individuati i fabbisogni regionali e i livelli di produzione di globuli rossi, plasma e medicinali plasma derivati necessari per garantire l’autosufficienza e conquistare in futuro l’indipendenza dal mercato internazionale del plasma. IL DOCUMENTO
06 LUG - Un leggero incremento della produzione (+0,4 unità %) sia dei consumi +0,5 %) di globuli rossi al fine di garantire l’autosufficienza in tutte le Regioni grazie all’aiuto delle regioni più virtuose.
Ma anche uno sforzo in più nella produzione di plasma e di medicinali plasma derivati (Mpd) per arrivare a conferire all’industria 854 Kg di plasma con un incremento percentuale più marcato in quelle Regioni che nel 2015 hanno segnato il passo rispetto agli obiettivi previsti. E ancora, un azzeramento del numero delle unità di plasma eliminate per iperdatazione e una riduzione di quelle eliminate per cause tecniche di almeno il 2% di quelle prodotte.
Raggiungimento degli obiettivi regionali strategici per la promozione razionale e un appropriato utilizzo del plasma e dei Mpd attraverso l’individuazione di tetti per i consumi di albumina, antirtombina, immunoglobuline polivalenti e plasma di uso clinico.

Sono questi i principali obiettivi strategici per il 2020 fissati nello schema di decreto “Programma nazionale di autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per il 2020” pronto ad approdare in Conferenza Stati Regioni. Un provvedimento che: individua i consumi storici, i fabbisogni e i livelli di produzione necessari; definisce le linee di indirizzo per il monitoraggio dell’autosufficienza, per la compensazione interregionale, il miglioramento della qualità, dell’appropriatezza e della sostenibilità del sistema; tabilisce gli indicatori per il monitoraggio e le raccomandazioni per il perseguimento degli obiettivi strategici posti con il Programma del 2019; reca gli obiettivi relativi ai livelli di domanda, efficienza e produzione di plasma e Mpd che le Regioni dovranno raggiungere nel 2020.
 
Tra le leve che le Regioni dovranno attuare per conquistare gli obiettivi fissati: l’implementazione di modelli organizzativi che prevedano la concentrazione delle attività trasfusionali, anche attraverso la raccolta del plasma in aferesi; l’ampliamento dell’accesso alla donazione anche attraverso forme di collaborazione e sperimentazione gestionale con le Associazioni e le Federazioni di donatori di sangue; la promozione della donazione in aferesi sempre attraverso la cooperazione con le Associazioni e le Federazioni con le quali dovranno anche essere sviluppati progetti ad hoc di collaborazione per la fidelizzazione di nuovi donatori.


I risultati conseguiti nel nostro paese nel quadriennio 2016-2019 e le previsioni per l’anno in corso sono decisamente in positivo: la programmazione annuale per l’autosufficienza è complessivamente in grado di garantire il sistematico equilibrio quanti-qualitativo fra produzione e fabbisogni di emocomponenti.
 
In dieci anni (2009-2019) la produzione nazionale di Globuli rossi (GR) rispetto alla popolazione, dopo un incremento progressivo fino al 2012, dal 2014 in poi si è stabilizzata attestandosi su 42,2 unità percentuali, sufficienti a garantire i fabbisogni reali.
Un obiettivo raggiunto grazie al ruolo chiave rivestito dalle Regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Rimagna, FVG, Veneto e la provincia di Trento) che hanno saputo garantire una capacità produttiva superiore al loro fabbisogno interno e di supportare le Regioni con maggiori carenze (Lazio e Sardegna). A dirigere “l’orchestra” il Centro nazionale Sangue in collaborazione con la rete delle strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali e le Associazioni e le Federazioni dei donatori di sangue.
 
Anche sul fronte della raccolta di plasma inviata al frazionamento industriale, i risultati del quadriennio presentano un trend in costante aumento, con una produzione di Medicinali plasma derivati (Mpd) cresciuta del 5,5%
Pensiamo che la raccolta 2019 si è conclusa con un segno positivo: +1.4% rispetto all’anno precedente con 858mila chilogrammi di plasma conferiti dalle Regioni alle aziende di plasmaderivati contro i 844mila del 2018. Una attività di donazione sempre più virtuosa che, se seguirà il trend intrapreso, consentirà di percorrere agevolmente l’ultimo miglio per tagliare il traguardo, entro il 2021, degli 860mila chilogrammi di plasma necessari per avvicinarci all’indipendenza dai mercati internazionali.

I dati 2019 consegnano infatti una raccolta superiore a quanto previsto dal Programma nazionale plasma (obiettivi fissati in circa 838 Kg), che detta il percorso per avvicinarsi maggiormente all’indipendenza da un mercato internazionale dove gli Usa fanno la parte del leone con ben il 64% del plasma prodotto al mondo destinato all’industria, a fronte di una copertura europea che assicura appena il 16% del fabbisogno mondiale, con circa 80mln di litri prodotti.
 
 
Il programma 2020 guarda poi alle attività di programmazione regionale finalizzate al reclutamento di donatori di Cellule staminali empoietiche (Cse). La commissione nazionale ad hoc aveva previsto per quest’anno l’obiettivo nazionale di 50mila nuovi donatori (+16% rispetto al 2019) iscritti nel registro nazionale di donatori di midollo osseo.
Per il raggiungimento di questo obiettivo è stato quindi stabilito che: la rete trasfusionale fornisca il suo contributo attraverso i servizi trasfusionali e le Unità di raccolta che rivestono la funzione di poli di reclutamento; i Servizi regionali e i Centri regionali di trapianto in sinergia con le Associazioni e le federazioni dei donatori di Cse supportino le attività di reclutamento extra-ospedaliero facilitandone la pianificazione e la realizzazione in armonia con gli assetti locali delle reti.

 

Ester Maragò
 
06 luglio 2020
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