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Giovedì 16 LUGLIO 2020
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Decessi neonati per batterio Citrobacter. “Infezione rarissima. Precauzionalmente chiuso Punto nascita di Verona”
"È stata nominata una Commissione esterna all'Aoui di Verona che ha predisposto una relazione al fine di coadiuvare i sanitari nella comprensione del complesso meccanismo di diffusione del germe. Nel frattempo i neonati attualmente ricoverati nell'Ospedale della Donna e del Bambino dell'Aoui verranno monitorati fino alla negativizzazione dei tamponi e dunque dimessi riducendo la possibilità di contagiare altri bimbi". Così la sottosegretaria Zampa rispondendo all'interrogazione di Carnevali (PD).
18 GIU - "Da novembre 2018 ad oggi risultano presso l'Aoui di Verona 3 pazienti deceduti (uno nel 2018, uno nel 2019 e uno nel 2020); 4 pazienti con esiti neurologici (due nel 2019 e due nel 2020); vari pazienti colonizzati asintomatici senza conseguenze. Dal punto di vista clinico, l'infezione si è diffusa senza un'apparente spiegazione nel Reparto di Terapia Intensiva Neonatale e nel Reparto di Terapia Intensiva Pediatrica. Nella letteratura scientifica sono descritte pochissime e rarissime situazioni analoghe".
 
In ogni caso, "è stata nominata una Commissione esterna all'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona composta dai principali esperti di Neonatologia, Microbiologia, Epidemiologia della Regione del Veneto che, analizzando i casi avvenuti, hanno predisposto una relazione al fine di coadiuvare i sanitari dell'Aoui nella comprensione del complesso meccanismo di diffusione del germe. Nel contempo, il Direttore Generale dell'Azienda ha precauzionalmente deciso di chiudere il punto nascita di Verona. Nel frattempo i neonati attualmente ricoverati nell'Ospedale della Donna e del Bambino dell'Aoui verranno monitorati fino alla negativizzazione dei tamponi e dunque dimessi riducendo la possibilità di contagiare altri bimbi"
 
Così la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, ha risposto in Commissione Affari Sociali all'interrogazione di Elena Carnevali (PD) con la quale si chiedeva quali iniziative in accordo con la Regione si intendessero adottare per ripristinare la sicurezza di partonrienti e neonati a seguito dei decessi legati alla presenza del Citrobacter.
 
Riportiamo di seguito la risposta integrale della sottosegretaria Zampa.
 
"Inizio riferendo che il Ministero della salute pone tra le priorità istituzionali di sanità pubblica la sicurezza dei punti nascita, nel rispetto di questo principio la competente Direzione generale del Ministero in ordine a quanto accaduto nel Punto nascita dell'ospedale della Donna e del Bambino di Verona Borgo Trento nella giornata di ieri 16 giugno 2020 ha chiesto alla Regione Veneto una relazione dettagliata sugli eventi accaduti. Qualora dall'analisi di detta relazione, emergano criticità di natura clinico/organizzativa che possano aver agevolato l'insorgenza degli eventi avversi in esame, sarà valutata, d'ordine del Ministro, l'eventualità di successive iniziative, in condivisione con la stessa Regione Veneto e con i vertici aziendali ed i professionisti operanti presso il Punto nascita.
 
Quanto all'esposizione dei fatti, riassumo gli elementi che in occasione del presente atto ispettivo la Regione Veneto ha inviato ieri sera al Ministero.
L'infezione causata da un germe detto Citrobacter Koseri viene considerata rarissima dai sanitari ed attualmente vi sono scarse conoscenze scientifiche. 
Nel Reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (AOUI) di Verona il primo caso si è verificato nel novembre 2018 con il decesso di un neonato. Purtroppo, come accade generalmente data l'eccezionalità della malattia, l'infezione sepsi con interessamento cerebrale è stata ricondotta solo successivamente all'azione del Citrobacter Koseri. 
Nell'aprile 2019 si è presentato il caso di una grave bimba prematura che ha manifestato un quadro inizialmente settico, salvo poi veder coinvolto il sistema nervoso centrale. In quel caso, il genoma del germe è stato isolato dall'Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer di Firenze. 
 
La madre della neonata ha deciso in presenza di malaria avanzata di rivolgersi all'istituto Gaslini di Genova, dove la piccola è poi deceduta. 
Segnalato l'accaduto alla Procura della Repubblica, le indagini hanno accertato che l'infezione era stata contratta nell'Azienda Ospedaliera Universitaria integrata di Verona. 
Nel giugno 2019 un altro neonato con quadro di sepsi è stato trasferito dall'Ospedale San Bonifacio di Verona all'Azienda Ospedaliera. Gli accertamenti sanitari hanno evidenziato un coinvolgimento del sistema nervoso centrale causato dal Citrobacter, isolato dopo la puntura delle cisti cerebrali post ascessuali. 
 
Un ulteriore neonato è stato trasferito nell'ottobre 2019 presso l'Ospedale di Villafranca in buone condizioni generali, ma dopo 24/36 ore ha manifestato sintomi neurologici ed è stato trasferito presso la Terapia Intensiva di Verona dove è stato isolato il Citrobacter dal liquido cefalo-rachidiano. Purtroppo il piccolo è deceduto a domicilio nel marzo 2020. 
L'infezione è ricomparsa nel Reparto nel gennaio 2020, mettendo in allarme i sanitari con 3 bimbi che presentavano coinvolgimento neurologico rispettivamente nel gennaio, nel marzo e nel maggio 2020. 
 
Innanzi a questi eventi, l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona si è attivata con numerosi interventi di sanificazione e di ricerca mirata del germe. Alla fine dell'anno 2019 è stata predisposta anche una specifica relazione dal Risk Management coadiuvato da un gruppo di esperti dell'AOUI. 
Da novembre 2018 ad oggi risultano dunque: 
n. 3 pazienti deceduti (uno nel 2018, uno nel 2019 e uno nel 2020); 
n. 4 pazienti con esiti neurologici (due nel 2019 e due nel 2020); 
vari pazienti colonizzati asintomatici senza conseguenze.
 
Dal punto di vista clinico, l'infezione si è diffusa senza un'apparente spiegazione nel Reparto di Terapia Intensiva Neonatale e nel Reparto di Terapia Intensiva Pediatrica. Nella letteratura scientifica sono descritte pochissime e rarissime situazioni analoghe per contemporaneità di casi. Non si conosce, pertanto, con precisione come questo germe si diffonda, anche se è appurato che la trasmissione non avviene per via aerea, come per il Covid-19, ma per contatto. 
Nel maggio 2020 l'AOUI ha disposto la ripetizione delle misure già adottate e l'attuazione di nuovi interventi. 
 
È stata nominata una Commissione esterna all'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona composta dai principali esperti di Neonatologia, Microbiologia, Epidemiologia della Regione del Veneto che, analizzando i casi avvenuti, hanno predisposto una relazione al fine di coadiuvare i sanitari dell'AOUI nella comprensione del complesso meccanismo di diffusione del germe. 
Nel contempo, il Direttore Generale dell'Azienda ha precauzionalmente deciso di chiudere il punto nascita di Verona, al fine di ridurre il numero di neonati ricoverati presso le Terapie Intensive dell'AOUI e favorire il loro trasferimento alle Terapie Intensive Neonatali e Pediatriche esterne alla zona veronese e quindi meno soggette al rischio di contaminazione. Nel frattempo i neonati attualmente ricoverati nell'Ospedale della Donna e del Bambino dell'AOUI verranno monitorati fino alla negativizzazione dei tamponi e dunque dimessi riducendo la possibilità di contagiare altri bimbi. 
 
Grazie alla collaborazione dei sanitari e delle Direzioni dei Punti nascita/Reparti di Terapie Intensive Neonatali degli Ospedali di Villafranca, Negrar, San Bonifacio, Peschiera Legnago, Vicenza, Padova, Treviso e Trento è stato rapidamente predisposto ed organizzato un sistema territoriale per garantire l'espletamento del parto e l'assistenza neonatale in sicurezza, con l'istituzione di trasporto materno (STAM) e neonatale (STEN) dedicati alla situazione di emergenza urgenza. 
In conclusione ribadisco che, acquisite le necessarie informazioni, il Ministero attiverà tutte le iniziative necessarie per acclarare i fatti e fornire il necessario supporto, ove richiesto, per giungere ad una rapida risoluzione della problematica".
 
Alessia Rotta (PD), replicando, ha espresso apprezzamento per il fatto che la risposta ricostruisca in maniera precisa quanto accaduto finora presso il punto nascita dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e ne riconosca la gravità. Nel rilevare le inadempienze della regione Veneto rispetto ai fatti riportati nella sua interrogazione, invita il Governo a "proseguire il monitoraggio della situazione, anche attraverso una ispezione ministeriale, al fine di acquisire elementi per fare ulteriori valutazioni, oltre a quanto potrà risultare dalla Commissione d'inchiesta istituita presso la struttura ospedaliera". 
18 giugno 2020
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