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Regionalismo differenziato. L’audizione di Boccia: “Chi è contrario è contro la Costituzione. Auspicabile riforma del Titolo V”
"Il Parlamento avrà tutto il tempo per fare audizioni e valutazioni, credo che sia la legge più concordata con forze politiche e parti sociali della storia". Così il ministro degli Affari Regionali in audizione in commissione per le Questioni regionali. E sul Titolo V sottolinea: "È indubbio che ci potrebbero essere correttivi ma penso non si sia in grado di avviare una procedura di modifica costituzionale". 
12 FEB - "Non vedo l'ora che il disegno di legge quadro, che definisce il perimetro condiviso sull'autonomia, arrivi in Parlamento e il Parlamento avrà tutto il tempo per fare audizioni e valutazioni, credo che sia la legge più concordata con forze politiche e parti sociali della storia". Così il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, in audizione parlamentare in commissione per le Questioni regionali, che evidenzia come "chi è contrario all'autonomia differenziata regionale è contrario alla Costituzione”.

Boccia quindi aggiunge che "senza il via libera del Parlamento ai Livelli essenziali di prestazioni non si trasferiscono le competenze, le materie non Lep possono essere trasferite”.
 
“Se è da diciannove anni che i Lep non ci sono - afferma Boccia - la colpa non è delle Regioni ma è dello Stato, soprattutto dei ministeri che avevano il dovere di mettere a disposizione i dati. Quindi ci aspettiamo che i ministeri diano i dati, e ci riserviamo 12 mesi salvo poi commissariare. Io poi farò la proposta per cui i ministeri che non daranno i dati saranno sanzionati con tagli orizzontali ai loro budget”.

Boccia sottolinea poi l'importanza del fondo di perequazione infrastrutturale a favore delle aree in ritardo di sviluppo che nel testo ammonta a "3 miliardi e 300 milioni ma potrà aumentare, io mi auguro possa diventare 10 volte tanto ma penso che già quando il teso uscirà dal Parlamento possa essere raddoppiato".

Visto il mancato accordo nel precedente Governo, spiega Boccia, “abbiamo indicato un perimetro condiviso tracciato non dal governo di turno ma da alcuni articoli della Costituzione, consentendo così a tutte le Regioni, del Nord e del Sud, di sedersi attorno allo stesso tavolo. Queste sono le linee del nuovo campo da gioco che il Governo Conte 2 ha proposto per definire l'intesa”.

Infine Boccia sottolinea che “se siamo uno Stato, ci si fida della Regione che è parte dello Stato - spiega Boccia - il governo centrale controlla soltanto se la Regione ha rispettato le norme e se non l'ha fatto la sanziona; ma pensare di fare da balia a Regioni, Comuni, Province, Città Metropolitane, agli enti locali, è una cosa insopportabile, che francamente viola la stessa Costituzione”.
 
12 febbraio 2020
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