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Interpellanza/1. Zampa (Sott. Salute) su biossido di titanio: “Stati UE hanno ribadito la richiesta di una soluzione armonizzata”
"La proposta di classificazione di pericolo del biossido di titanio è tuttora in discussione presso la Commissione UE. L'attuale proposta prevede l'inclusione del biossido di titanio nell'allegato VI del regolamento (CE) n. 1272/2008 come cancerogeno di categoria 2 per via inalatoria. Dal 1° gennaio 2020 la Francia sospenderà la commercializzazione sul mercato nazionale dei prodotti alimentari contenenti biossido di titanio". Così il sottosegretario alla Salute rispondendo alla Camera all'interpellanza del M5S. 
27 SET - "il Ministero della salute segue con attenzione la questione riguardante il biossido di titanio. Per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza chimica, si precisa che la proposta di classificazione di pericolo del biossido di titanio, di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008 è tuttora in discussione presso la Commissione europea. L'attuale proposta prevede l'inclusione del biossido di titanio nell'allegato VI del regolamento (CE) n. 1272/2008 come cancerogeno di categoria 2 per via inalatoria come proposto dal Comitato per la valutazione dei rischi (che d'ora in avanti richiamerò come RAC) con l'aggiunta di alcune note esplicative che tengono conto delle proprietà fisiche dello stesso, cioè fibre e particelle, e della relativa tossicità".
 
Così il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, intervenendo oggi in Aula alla Camera per rispondere all'interpellanza sul tema avanzata dal M5S. Zampa ha poi spiegato come sia previsto, inoltre, "l'inserimento di indicazioni di pericolo supplementari sulle etichette degli imballaggi delle miscele contenenti biossido di titanio relative al pericolo di inalazione per prodotti spray e per polveri. Una volta adottata la classificazione di pericolo per la sostanza, si provvederà a valutare il rischio per la salute umana di lavoratori e di consumatori esposti alla sostanza e, di conseguenza, a promuovere ogni necessaria misura di gestione del rischio stesso qualora questo appaia non controllato".
 
Per quanto riguarda gli aspetti della problematica concernenti la sicurezza degli alimenti, "voglio ricordare che gli additivi alimentari, tra cui è compreso anche il biossido di titanio, sono disciplinati dal regolamento che lei stessa ha richiamato poc'anzi, il regolamento (CE) n. 1333/2008, che stabilisce, tra l'altro, l'elenco comunitario degli additivi alimentari autorizzati e le relative condizioni d'uso negli alimenti. Lo stesso provvedimento normativo ha stabilito anche il principio per cui tali additivi devono rispettare i requisiti di purezza fissati nel regolamento (UE) n. 231/2012 per poter essere utilizzati nel settore alimentare".
 
Sulla questione, ha ricordato il sottosegretario, è già intervenuta la Francia lo scorso 13 maggio, "a partire dal 1° gennaio 2020, si sospenderà la commercializzazione sul mercato nazionale francese dei prodotti alimentari contenenti biossido di titanio fino alla conclusione della rivalutazione del rischio dell'E171 da parte dell'EFSA, è stata discussa, anche in seno al Comitato europeo PAFF (Committee on plants, animals, food and feed), in cui tale occasione gli Stati membri hanno chiesto, in base al parere finale di EFSA, l'adozione di misure condivise e armonizzate nell'Unione europea, evidenziando l'incongruenza del provvedimento francese adottato, secondo le stesse autorità francesi in via precauzionale, ovvero ai sensi dell'articolo 54 del regolamento della (CE) n. 178/2002 per la sicurezza alimentare, applicabile solo a partire dal 1° gennaio 2020".
 
Pochi giorni prima, per la precisione il 10 maggio 2019, ha ricordato nel suo intervento Zampa, "in attesa della rivalutazione finale del biossido di titanio, è stato pubblicato l'EFSA statement on the review of the risks related to the exposure to the food additive titanium dioxide (E171) performed by the french Agency for food. Nelle conclusioni di questo statement è riportato, tra l'altro, che gli studi presi in considerazione dall'Agenzia francese non aggiungono nulla di nuovo alle conclusioni, e precisamente vi si legge: 'does not identify any major newfindings' dei precedenti pareri; quindi non aggiunge nulla di nuovo rispetto ai precedenti pareri dell'EFSA, e confermano le stesse incertezze e i gap di conoscenza individuati dall'EFSA e gestiti nelle consuete attività di follow-up".
 
 
Si arriva così al 27 giugno 2019, quando "l'EFSA ha adottato un nuovo parere sul biossido di titanio quale additivo alimentare. Allo scopo di approfondire con gli Stati membri tale nuovo parere, onde caratterizzare in modo più specifico i requisiti di purezza del biossido di titanio, la Commissione europea ha indetto, in data 16 settembre 2019, la riunione del Gruppo di esperti sugli additivi alimentari. Durante la riunione, che si è tenuta a Bruxelles, gli Stati membri intervenuti hanno ribadito la richiesta di una soluzione armonizzata a livello di Unione europea. Quindi, come vede, sulla materia siamo, diciamo, al work in progress. Inoltre, al fine di tenere conto del nuovo parere dell'EFSA, gli Stati membri hanno espresso parere favorevole all'introduzione di specifiche aggiuntive sulle dimensioni delle particelle e sulla loro distribuzione. Le conclusioni del Working group del 16 settembre 2019 saranno approfondite anche in seno alla prossima riunione del Comitato PAFF, per la definizione di una strategia comune e condivisa nei riguardi del citato provvedimento delle autorità francesi".
 
“Non possiamo continuare a nutrire dubbi sulla pericolosità per la nostra salute di una sostanza, come il biossido di titanio, che è presente in tanti cibi come formaggi, salse o chewing-gum ma anche in vernici, creme solari e cosmetici. Quotidianamente ciascuno di noi, compresi i nostri bambini, assume o viene a contatto con questo colorante (E17): è ora che si faccia chiarezza sui rischi perché, qualora venissero accertati, questa sostanza dovrà subito essere tolta dal mercato”, ha commentato in una nota Angela Ianaro, deputata del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari sociali, che oggi ha rivolto al sottosegretario Zampa l’interpellanza urgente.
 
“Mi fa molto piacere sapere che il ministero della Salute è intenzionato a percorrere questa strada, anche sollecitando l’Unione europea affinché si pronunci definitivamente a riguardo. Allo stesso tempo, comunque, è essenziale approfondire a livello nazionale la questione con studi specifici”, sottolinea Ianaro. 
“Al processo di chiarimento, che mi auguro venga avviato al più presto, dovranno partecipare anche le aziende produttrici che utilizzano il biossido di titanio, in modo che anche loro possano dare un contributo con propri studi. Il diritto alla salute delle persone deve sempre rimanere al primo posto”, conclude la deputata del MoVimento 5 Stelle. 
27 settembre 2019
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