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Pfas. Ministro Costa dà il via al tavolo per porre limiti nazionali
La prima riunione nei prossimi dieci giorni. “Diamo una risposta immediata ai cittadini, vogliamo che con urgenza vengano fissati i limiti”, ha detto il ministro spiegando che iIl tavolo inoltre lavorerà anche sui limiti dei cosiddetti ‘nuovi pfas’ “con un percorso normativo e tecnico e ascoltando anche il settore produttivo”, conclude il ministro. Soddisfazione dalla Regione Veneto: “Arrivano i risultati che aspettavamo”.
08 MAG - Un tavolo ministeriale che lavorerà con urgenza per porre dei limiti nazionali allo scarico sui Pfas a catena lunga. E’ il risultato del tavolo che si è riunito ieri pomeriggio al Ministero dell’Ambiente convocato dal ministro Sergio Costa alla presenza di Ispra, Snpa, regione Veneto, che ha fortemente voluto l’incontro, e delle direzioni tecniche. La prima riunione nei prossimi dieci giorni e il tavolo, riferisce il ministero, coinvolgerà la regione Veneto, “che è l’epicentro del dramma Pfas in Italia”, l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute.

“Diamo una risposta immediata ai cittadini - ha spiegato il ministro Costa - vogliamo che con urgenza vengano fissati i limiti. Il tavolo inoltre lavorerà anche sui limiti dei cosiddetti “nuovi pfas” con un percorso normativo e tecnico e ascoltando anche il settore produttivo”, conclude il ministro.

Soddisfazione da parte della Regione Veneto, che in una nota commenta: “Ha prodotto i risultati attesi dal Veneto la riunione convocata dal Ministro dell’Ambiente con i tecnici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e della Regione del Veneto, rappresentata dal Commissario ARPAV Riccardo Guolo. Obiettivo dell’incontro era definire i presupposti tecnici per l’avvio del tavolo per porre limiti nazionali, sollecitato da anni dal Veneto e riportato al centro dell’attenzione dopo la presentazione dei dati relativi all’anomala presenza di perfluoropolietere cC6O4 rilevata nelle acque del fiume Po dall’ARPAV”.

“Il Ministro – prosegue la nota veneta - ha, infatti, preso atto di quanto presentato dai tecnici di ISPRA e delle varie Regioni presenti che hanno spiegato come, valutando la situazione generale che si è creata, e per poter dare le opportune risposte tecnico- scientifiche ai cittadini allarmati, è necessario mettere prontamente in atto alcune iniziative. Tutto ciò al fine di definire le modalità di trattamento delle acque reflue e stabilire i “limiti legali agli scarichi” compatibili con i volumi d’acqua dei corpi ricettori”.

“Molte le proposte avanzate al Ministro – conclude la nota del Veneto - che, preso atto dell’urgenza di agire per fornire un quadro normativo adeguato, saranno, dunque, affrontate e rese effettive all’interno del tavolo nazionale. Tavolo nel quale Regione del Veneto sarà coinvolta nel ruolo di ente esperto in materia”.
08 maggio 2019
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