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Conte e Grillo: “Nessun taglio. Noi investiamo su sanità, ricerca e innovazione tecnologica”
Il presidente del Consiglio e il Ministro della Salute all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Sacro Cuore di Roma, rassicurano dopo l'allarme dell'Upb. Conte: “Sono settori strategici per la crescita del paese. Se già abbiamo fatto qualcosa ora faremo di più”. Grillo: “Non è in discussione la possibilità di aggredire lo stanziamento per il Fsn”. E il Rettore Anelli lancia l’allarme: “Il Gemelli non è ‘scontato’, ma deve essere sostenuto e difeso”. IL VIDEO
31 GEN - “Come autorità di Governo vi assicuro che faremo il massimo, come stiamo già facendo, per garantire la tutela del diritto alla salute, per adottare misure concrete, penso alle liste attesa assolutamente da abbreviare, per garantire l’accesso alle cure a tutti e quindi che da Nord a Sud sia assicurata anche l’uniformità dei Livelli essenziali di assistenza”.
 
Dopo aver rivolto un plauso all’Università Cattolica e alla sua mission, ha offerto rassicurazione sulle politiche sanitarie il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, nel suo lungo discorso alla cerimonia inaugurale dell’Anno Accademico 2018/2019 all’Università Sacro Cuore di Roma, alla quale è intervenuta anche il ministro della Salute, Giulia Grillo. 
 
“Sempre come autorità di governo – ha aggiunto Conte rivolgendosi alla platea –  garantisco che, dopo aver completato la manovra economica, entriamo ora in un nuovo ciclo per dedicarci con la massima forza e determinazione e offrire una completa attenzione alla ricerca scientifica e alla formazione anche universitaria”.
 
Una posizione ribadita anche a margine della cerimonia: “Nessun taglio. Noi investiamo su sanità, ricerca e innovazione tecnologica, cultura e formazione. Sono settori strategici per la crescita del Paese. Se già abbiamo fatto qualcosa ora faremo di più”.
 
A dare man forte al premier anche il ministro della Salute: “Il premier è stato molto chiaro sulla volontà del Governo di tutelare la sanità – ha detto a Quotidiano Sanità – quella dell’Ufficio parlamentare di bilancio è una valutazione che mi auguro sia stata fatta in maniera totalmente asettica dal punto di vista della valutazione politiche. Non è nemmeno in discussione la possibilità di aggredire lo stanziamento per il Fondo sanitario nazionale. Rassicuro quindi che da parte del Governo c’è questa ferma volontà politica di tutela”.
 
Anelli “Il Gemelli non è ‘scontato’, ma deve essere sostenuto e difeso”. Rassicurazioni quindi dal Governo. Ma il il Rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli lancial’allarme: “I costi legati all’innovazione non sempre trovano corrispondenza in un’adeguata remunerazione”. E così la cura delle persone si traduce un aumento dei costi immediato e inevitabile che per il Gemelli è corrisposto ad una perdita totale diretta (prima dell’imputazione dei costi generali) superiore a 2,1 milioni nel solo anno 2018.
 
“Il Policlinico dell’Università Cattolica – ha sottolineato –è nato per offrire cure alla collettività, non per dedicarsi in via esclusiva ad una medicina scientificamente “di confine”, e ancor meno per perseguire profitti economici. Non è mai stato elitario, né scientificamente, né economicamente, ma aperto a tutti. Ha sempre operato nell’ambito del servizio sanitario pubblico e intende continuare ad assicurare il proprio contributo ad un sistema assistenziale che costituisce un valore prezioso, senza eguali al mondo per la sintesi di qualità ed estensione dell’offerta, e che va difeso con ogni energia”. Ma rimangono criticità che rendono arduo il compito.  “Tra le tante, le situazioni che provocano ingiustizie cui non è possibile essere acquiescenti – prosegue – sono quelle che ci impongono di operare strutturalmente sotto costo nell’erogazione di alcune prestazioni sanitarie. Questo perché spesso gli incrementi di costi legati all’innovazione non sempre trovano corrispondenza in un’adeguata remunerazione (attraverso il sistema dei Drg)”.
 
Quali? Anelli indica alcuni casi esemplificativi. La radioneurologia interventistica per il trattamento degli ictus (il Gemelli è uno dei quattro hub con apertura del servizio 24 ore, con richieste in costante aumento) richiede l’uso di dispositivi di costo rilevante e un intenso dispiego di personale: l’effetto, documentabile, è una perdita media di 9.850 euro per ogni caso trattato (94 casi nel 2018). I trattamenti cardiochirurgici con impianto di valvole. Anche per queste patologie si rende necessario l’uso di dispositivi ad alto costo, con una perdita media per caso di 9mila euro. I pazienti trattati nel 2018 sono stati 100.
E ancora, i dispositivi di protesi cocleari per pazienti con forti menomazioni della capacità uditiva, che offrono un recupero importante di quella capacità, hanno un costo rilevante e non interamente remunerato, con un margine negativo unitario di oltre 20mila euro (20 casi nel 2018). I casi di embolizzazione di aneurisma e di malformazioni arterovenose - per i quali sussiste indicazione specifica al trattamento endovascolare invece che chirurgico -  generano in media una perdita di oltre 9mila euro per singolo caso trattato (53 i casi trattati nel 2018). I trattamenti oncologici del cavo orale comportano degenze molto lunghe, con passaggi in terapia intensiva (spesso si tratta di pazienti con complessità multiple associate a comportamenti specifici generatori della patologia oncologica) e determinano per l’ospedale margini negativi (6.500 euro a caso per 67 casi nel 2018).
 
Tradotto in cifre, come sottolinea il Rettore, tutto questo ha comportato per il Gemelli una perdita totale diretta (prima dell’imputazione dei costi generali) superiore a 2,1 milioni nel solo anno 2018.
 
“Occorre prendere coscienza – ha quindi aggiunto – che il perdurare di un’insufficiente copertura dei costi di determinate attività porrà nel tempo in modo ineludibile il problema della loro sostenibilità, con il rischio che si diffondano prassi di contingentamento delle stesse (da altre entità già messe in atto), con un depauperamento dell’offerta sanitaria. Pur in questo scenario il Policlinico dell’Università Cattolica sta compiendo e continuerà a compiere ogni sforzo per adempiere la propria missione, per ricevere e curare tutti quelli che ne avranno bisogno, senza operare selezioni, senza distinguere tra chi conviene curare e chi no. Però occorre che sia mantenuto nella condizione di farlo”.
 
Anelli interviene infine sul numero chiuso alla Facoltà di medicina. “Appare auspicabile a questo riguardo una prudente riflessione, che porti ad ampliare opportunamente in modo sorvegliato il numero dei potenziali iscritti nelle facoltà mediche, e soprattutto in quelle già attrezzate sul piano didattico e scientifico che possono estendere un’offerta di riconosciuta qualità – ha detto –  senza tuttavia concessioni a ipotesi di indiscriminate aperture che genererebbero una situazione non gestibile dal punto di vista organizzativo e didattico e deprimerebbero inevitabilmente la qualità dell’insegnamento impartito. L’Università Cattolica ha certamente la possibilità e la volontà di accogliere più studenti di medicina di quelli che oggi può ammettere ai suoi corsi: è giusto e utile per la collettività che sia offerto ad un maggior numero di giovani capaci e motivati l’opportunità di apprendere dai maestri che qui insegnano. Confidiamo perciò in un saggio intervento sulla materia”.
 
Ester Maragò
 
 
 
31 gennaio 2019
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