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Manovra. Grillo in pressing per avere più fondi: “Sul fondo sanitario partiamo almeno dal miliardo già previsto ma stiamo lavorando per aggiungere ulteriori risorse. Stop a superticket”. E sui vaccini: “Legge Lorenzin va superata”
Il Ministro della Salute rassicura che “non ci saranno tagli”. E poi annuncia: “Mi piacerebbe abolire per intero il superticket in Legge di Bilancio”. Niente tagli ma sì alla lotta agli sprechi soprattutto sulla farmaceutica: “Ci sono sprechi da aggredire. Costo alcuni farmaci troppo alto”. E sui vaccini: “Legge Lorenzin è superata, serve obbligo flessibile”. Messaggio velato anche sul regionalismo differenziato: “Ssn pubblico nazionale deve rimanere un pilastro”.
05 OTT - “Sul fondo sanitario partiamo almeno dal miliardo già previsto ma stiamo lavorando per aggiungere ulteriori risorse”. È quanto ha affermato il Ministro della Salute, Giulia Grillo ospite della trasmissione Tagadà su La 7. Il Ministro però non ha dato cifre precise ma ha ribadito: “Voglio tranquillizzare tutti. Con me i tagli non ci saranno”.
 
Grillo ha poi parlato anche della Nota di aggiornamento del Def: “Rispetto al Def di primavera abbiamo aumentato la percentuale (+0,1%) della spesa sanitaria sul Pil che è un indicatore molto importante perché dice quanto un paese vuole spendere”.
 
Niente tagli ma Grillo in ogni caso ha rilanciato la lotta agli sprechi, a partire dal suo cavallo di battaglia: i farmaci. ”Ci sono sprechi da aggredire – ha detto - ., sicuramente sulla spesa farmaceutica dove appena arrivata al Ministero ho subito istituito un Tavolo per capire come fare costare meno alcuni farmaci (che hanno avuto costi eccessivi e hanno fatto esplodere la spesa) allo Stato”.
Insomma, per Grillo “un lavoro su alcuni sprechi si può ancora fare. Ma ripeto il diritto alle cure è uno dei miei principali obiettivi”.
 
Grillo ha poi parlato del superticket ribadendo che è un suo obiettivo quello di “abolirli”. E fa l’esempio: “Oggi quando c’è un malato cronico i ticket, tra visite e farmaci, possono arrivare a costare talmente tanto da impedire l’accesso alle cure”.
Sui tempi il Ministro ha chiarito che l’obiettivo è quello di “abolire il superticket per intero già nella Legge di Bilancio. E se non dovessi riuscirci per intero almeno per la maggior parte”. Mentre per gli interventi concreti sulle Liste d’attesa Grillo ha sottolineato: “Serve almeno un anno di tempo”
Il Ministro ha parlato anche delle differenze regionali in sanità. “La Sanità si porta dietro molte differenze regionali storiche. In ogni caso, a mio avviso, il Ssn pubblico nazionale deve rimanere un pilastro fondante proprio perché c’è un tema anche di solidarietà. Ma è chiaro che bisogna combattere le disuguaglianze (penso a ticket, superticket e liste d’attesa) regionali e ci stiamo lavorando”.
 
Sempre caldo il tema vaccini. Grillo si è tolta qualche sassolino dalla scarpa: “Ho ricevuto molti attacchi strumentali ma voglio rassicurare i cittadini: Sono una persona seria, un medico laureato con il massimo dei voti e potete stare sereni che con me non ci saranno problemi sui vaccini”. Il Ministro ha poi nuovamente ribadito il senso del Ddl sull’obbligo flessibile in discussione al Senato. “L’obbligo è uno strumento di politica vaccinale esattamente come la raccomandazione. Sono due strumenti che i paesi utilizzano diversamente a seconda delle loro caratteristiche. Di solito l’obbligo viene usato quando ci sono dei dati epidemiologici importanti che segnalano la presenza o l’arrivo di un’epidemia oppure ci sono delle basse coperture vaccinali che è quello che ha portato lo scorso Governo a fare il Decreto Lorenzin. La flessibilità non è nient’altro che una Legge che dà la possibilità di utilizzare l’obbligo quando ci sono i presupposti epidemiologici di cui parlavo. Oggi la Legge Lorenzin è superata, è rigida e fatta sull’urgenza e non ti dà la possibilità di modulare l’uso dell’obbligo come succede in Spagna e Germania”.
 
Una battuta infine sul rapporto con i tecnici dopo il caso dell’abbandono del capo di Gabinetto e portavoce. La Salute “è un ministero tosto. Il rapporto con i tecnici è un po’ complicato perché noi entriamo dentro i Ministeri con la voglia di cambiare le cose e i tecnici hanno invece una visione molto più rigida, che rispetto, però è chiaro che ci dev’essere una sorta di adattamento reciproco la guida politica va seguita”.
 

L.F.
05 ottobre 2018
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