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Decreto sicurezza e immigrazione. Mattarella firma. Ma i medici lanciano allarme sul Daspo negli ospedali: “Non si può ledere diritto fondamentale dei cittadini alla salute”
Il decreto abroga l’istituto del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari e introduce una tipizzazione delle tipologie di tutela complementare. Tra queste, le condizioni di salute di eccezionale gravità che impediscono temporaneamente il rientro dello straniero in condizioni di sicurezza. In via sperimentale taser alla Polizia Municipale nei Comuni con più di 100 mila abitanti. Il Daspo urbano viene esteso anche ai presidi sanitari. Fnomceo e Acoi lanciano l'allarme: "Tutti hanno il diritto di essere curati". IL TESTO
04 OTT - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato in data odierna il decreto legge in materia di Sicurezza e Immigrazione e ha contestualmente inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
 
Qui di seguito il testo:
 
"Signor Presidente,
in data odierna ho emanato il decreto legge recante: 'Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata'.
Al riguardo avverto l’obbligo di sottolineare che, in materia, come affermato nella Relazione di accompagnamento al decreto, restano “fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato”, pur se non espressamente richiamati nel testo normativo, e, in particolare, quanto direttamente disposto dall’art. 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall’Italia".
 
Per quanto riguarda la sanità, l’articolo 1 reca le disposizioni intese ad abrogare i riferimenti di carattere generale al permesso di soggiorno per motivi umanitari contenuti nel testo unico in materia di immigrazione (decreto legislativo n. 286/98). 

Vengono quindi tipizzate le ulteriori ipotesi meritevoli di eccezionale tutela per motivi di carattere umanitario con la previsione di speciali permessi di soggiorno. Si tratta del permesso di soggiorno per cure mediche quando lo straniero versi in condizioni di salute di eccezionale gravità tali arrecare un irreparabile pregiudizio alla sua salute in caso di rientro nel paese di origine. Nell’ambito di questa ipotesi rientra anche il caso di colui che, affetto da gravi patologie, non possa essere adeguatamente curato nel Paese di origine o di provenienza. Il permesso è rilasciato per il tempo attestato mediante idonea certificazione sanitaria. L’ipotesi (comma 1, lettera g) è inserita tra i divieti di espulsione previsti dall’articolo 19, del citato testo unico in materia di immigrazione. 
 
Tra le altre misure contenute nel provvedimento riguardanti a vario titolo la sanità, all'articolo 13 si spiega che il permesso di soggiorno per richiesta asilo non consentirà l’iscrizione all’anagrafe dei residenti, fermo restando che questo costituirà documento di riconoscimento. L’esclusione dall’iscrizione all’anagrafe non pregiudicherà in ogni caso l’accesso ai servizi riconosciuti dalla legislazione vigente ai richiedenti asilo (iscrizione al servizio sanitario, accesso al lavoro, iscrizione scolastica dei figli, misure di accoglienza) che si fondano sulla titolarità del permesso di soggiorno. L’esclusione dall’iscrizione anagrafica viene giustificata per la precarietà del permesso per richiesta asilo e risponde alla "necessità di definire preventivamente la condizione giuridica del richiedente". 

All'articolo 21 viene poi introdotta la proposta normativa finalizzata a consentire ai Corpi di polizia municipale di utilizzare in via sperimentale armi comuni ad impulso elettrico in analogia a quanto disposto per l'Amministrazione della pubblica sicurezza. In particolare, il comma 1 della disposizione fissa alcuni criteri di applicabilità della sperimentazione, riservata ai Comuni superiori a 100.000 abitanti, nonché ulteriori parametri per la durata della sperimentazione e l’individuazione del personale che può essere a tale sperimentazione destinato. Con riguardo alle possibili implicazioni di natura sanitaria, derivanti dall’attività di sperimentazione dell’arma ad impulsi elettrici, è previsto che il predetto regolamento comunale, d’intesa per questo aspetto con le aziende sanitarie locali competenti per territorio, preveda forme di coordinamento tra queste ultime e i Corpi e Servizi di polizia municipale.
Per quanto riguarda infine gli oneri, i Comuni e le Regioni, ciascuno per i profili di competenza, provvedono all’attuazione della disposizione nei limiti delle risorse disponibili nei propri bilanci.
 
Infine, all'articolo 23 viene ulteriormente esteso l'ambito di applicazione del Daspo urbano già previsto dal Decreto Minniti. La disposizione reca in particolare la modifica all’articolo 9, comma 3, del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, ed inserisce i presidi sanitari e le aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati e pubblici spettacoli nell'elenco dei luoghi che possono essere individuati dai regolamenti di polizia urbana ai fini dell'applicazione delle misure a tutela del decoro di particolari luoghi.  Ciò determina, quindi, la possibilità di applicare, tra l'altro, la misura del provvedimento di allontanamento del Questore (Daspo urbano) nei confronti dei soggetti che pongono in essere condotte che impediscono l'accessibilità e la fruizione dei suddetti presidi dei citati eventi.
 
 
Proprio sulla questione del Daspo urbano esteso ai presidi sanitari si sono sollevate le proteste dei medici. "Invitiamo il Governo a chiarire il senso della norma che istituisce il Daspo’anche per i presidi sanitari. Non possiamo tradire la Costituzione, che tutela la salute di tutti i cittadini, non vogliamo tradire il codice deontologico che ci impone il dover di curare tutti quelli che hanno bisogno di aiuto. Noi Medici siamo spesso vittime di violenza ma siamo anche i medici dei cittadini, e mai verremo meno ai nostri doveri. Invitiamo il Governo a trovare provvedimenti giusti per garantire la nostra incolumità senza ledere il diritto fondamentale di ogni cittadino alla salute", ha dichiarato il presidente Fnomceo, Filippo Anelli.
 
Contrari alla misura anche i chirurghi ospedalieri. "Il diritto alla salute è tutelato dall'Art. 32 della Costituzione ed è una garanzia intoccabile, guai a introiettare elementi discriminatori. Da anni sollecitiamo interventi per garantire la sicurezza nei presidi sanitari, ma allontanare le persone dagli ospedali non sembra la soluzione migliore: tutti hanno il diritto ad essere curati. Non si può scaricare sul personale sanitario, che peraltro rischierebbe di commettere omissione di soccorso, una problematica sociale. Invitiamo il governo a trovare una sintesi che tenga insieme la sicurezza con la tutela del diritto alla salute", ha dichiarato il presidente Acoi, Pierluigi Marini.
 
Giovanni Rodriquez
04 ottobre 2018
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