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Grillo: “In Italia troppa spesa sanitaria out of pocket. Tutti ci vogliono mettere le mani, noi vogliamo ridurla”. E sulla legge di Bilancio:  “Revisione ticket, payback e sblocco turnover. Segnali incoraggianti per aumento Fsn”. In arrivo anche Decreto sblocca concorsi medici
Il Ministro della Salute oggi in conferenza stampa per presentare la riunione del Comitato regionale OMS Europa che si terrà a Roma dal 17 settembre ha parlato a 360 gradi delle sfide del prossimo futuro a partire dalla legge di Bilancio e dalla carenza medici. Ma l'affondo è contro la spesa privata: "In Italia siamo al 23% del totale, mentre la soglia sopra la quale l'accesso alle cure è a rischio è, secondo l'Oms, del 15%. La ridurremo". Risposta anche all’allarme lanciato dal vicepremier Matteo Salvini su casi di Tbc importata dagli immigrati: “Non c’è nessuna emergenza”
14 SET - “Qualche segnale incoraggiante c’è, come sapete è una legge di Bilancio importante perché stiamo mettendo in campo tutta una serie di misure. Sicuramente stiamo lavorando affinché ciò accada”. Risponde così il Ministro della Salute Giulia Grillo ad una nostra domanda su possibili aumenti del Fondo sanitario nella prossima Legge di Bilancio.
 
Il Ministro, a margine della presentazione dell’evento Oms Europa che si terrà a Roma dal 17 al 20 settembre ha poi anticipato anche alcuni temi che potrebbero essere inseriti nella prossima manovra. “Stiamo lavorando per lo sblocco del turnover (ovvero per eliminare la misura del contenimento del personale dell1,4% rispetto ai valori del 2004) su cui abbiamo segnali di speranza. Nel contempo stiamo lavorando alla questione del payback e sulla governance del farmaco anche perché contiamo anche noi di riuscire a trovare una parte di coperture. Ci sarà anche la partita ticket (per ridurli sia sulla specialistica che sulla farmaceutica) dove stiamo cercando di portare qualche soluzione al Mef. Diciamo che qualche segnale positivo c'è ma una certezza assoluta no”.
 
Grillo ha poi annunciato l’imminente arrivo di un decreto legge sblocca concorsi per i medici per far fronte al problema dell’aumento dei bandi che vanno deserti. “Stiamo lavorando ad un decreto perché vanno deserti bandi in emergenza, utic, pediatria, medicina generale e molte altre specialità. Il quadro è allucinante e ci sono due due aspetti: quello della laurea, con il problema del numero chiuso su cui si dovrà ragionare, ma c’è anche il problema impellente delle specialità. Noi com’è noto vogliamo trasformare il percorso post laurea costruedo un percorso di formazione-lavoro. Ne stiamo discutendo con medici e Regioni e altri ministeri e non è una discussione facile ma noi non siamo preclusi rispetto ad ogni proposta che arriverà. In ogni caso ora stiamo lavorando ad un decreto che elimini alcuni blocchi ai medici laureati per poterli far accedere ai bandi”.
 
Il ministro si è soffermata anche a parlare della spesa out of pocket che l’Oms Europa suggerisce non debba superare il 15% del totale della spesa sanitaria pena il rischio di intaccare uguaglianza e accessibilità alle cure. In Italia la spesa è al 23% ma il Ministro intende intervenire per ridurla. “Stiamo lavorando sulla spesa out of pocket. Tutti ci vogliono mettere le mani mentre noi vogliamo ridurla facendo efficienza e appropriatezza (combattere per esempio l’eccesso di prestazioni inutili e non necessarie) e poi come dicevo stiamo lavorando anche su riduzione ticket farmaci e specialistica. E posso dire che l’interlocuzione con il Mef c’incoraggia”.
 
Il Ministro si è soffermata anche su alcune criticità negli indicatori di salute dei giovani come l’obesità infantile , il fumo tra I giovani e la scarsa attitudine a fare attività fisica. “In questi anni non si è fatta una politica di prevenzione.  Abbiamo un problema sulle dipendenze: fumo, alcol, droghe e azzardo, che noi stiamo combattendo. E sui bambini c’è il problema dell’alto livello di obesità che è legato anche alla scarsa attività fisica. Siamo molto indietro nonostante l'ultimo piano di prevenzione. Ora stiamo lavorando ad un nuovo Piano per tradurre le intenzioni in azioni concrete”.
 
Una Battuta Grillo l’ha fatta sul tema sempre caldo dei vaccini e il Milleproroghe. “È normale che vengono ridiscussi gli emendamenti – ha detto riferendosi al tira e molla sull’emendamento Taverna al Senato poi sooppresso con un nuovo alla Camera - . Già a Luglio io avevo una mia posizione e non volevo intervenire con decreto legge proprio perché già in passato avevo criticato questo modo d’intervenire. Ad ogni modo il Parlamento è sovrano ed è giusto che lavori. Ora ritengo fondamentale lavorare sul ddl presentatato al Senato che è molto serio e su cui ci sarà un’ampia discussione”. “La nostra linea è molto più sensata ed equilibrata di quella della legge Lorenzin sull'obbligo vaccinale, che ha spaccato il Paese creando un clima da guerra sul tema. Stiamo lavorando ad un nuovo Piano nazionale di prevenzione, che conterrà anche il nuovo Piano di prevenzione vaccinale, ed abbiamo già approvato il decreto per l'istituzione dell'anagrafe nazionale vaccinale”. Quanto ai casi di morbillo in Italia, ha sottolineato Grillo, “l'ultimo piano di eradicazione risale al 2011 e se sussistano ancora dei focolai nel nostro Paese lo si deve al fatto che non è stato fatto un serio piano di eradicazione; è la conseguenza di mancanze e incuria dei governi che ci hanno preceduti. Ad esempio, 3 decessi per morbillo nel 2018 sono tra adulti e questo perché gli adulti non sono stati considerati nei piani”. Insomma, “l'eradicazione non si fa con l'obbligatorietà e già dal 2015 - ha rilevato Grillo - l'Oms invitava a studiare adeguatamente le politiche vaccinali, ma in Italia i centri vaccinali ad oggi sono ancora inadeguati rispetto alle richieste”.

Una frecciata infine al vicepremier Salvini che giorni fa aveva lanciato l’allarme Tbc importata dai migranti. “Non c’è nessun allarme. Abbiamo un dipartimento prevenzione attivo h24 e va sottolineato - ha detto Grillo - che i casi di Tbc in Italia sono in calo, passando da 9,5 casi per 100 mila abitanti del 1995 a 6,5 nel 2017. Abbiamo dei protocolli molto serrati e rigidi per il controllo delle malattie infettive. Finora l'Italia è riuscita sempre a controllare bene tutti i casi eventualmente verificatisi, non ultimi quelli relativi ai migranti della nave Diciotti.

Luciano Fassari
14 settembre 2018
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