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Beni e servizi. “Troppe stazioni appaltanti, poche gare aperte e lentezza ad adeguarsi alle norme”. La Corte dei conti boccia la gestione del Ministero della Salute
Pubblicata una delibera in cui la Magistratura contabile ha analizzato la gestione dell’acquisto di beni e servizi dei Ministeri di Salute e Trasporti relativi al periodo 2013-2016. E sono molte le criticità sollevate dai giudici. Segnalata anche l’insoddisfazione dei Ministeri per la gestione Consip. LA DELIBERA
20 LUG - “Come già rilevato per altre amministrazioni statali, la ricostruzione degli acquisti di beni e servizi per gli anni 2013-2016 da parte dei Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti e della salute è stata complessa, risultando bisognosa, da parte delle amministrazioni, di rettifiche, pur dovendo essere, in base ai principi di trasparenza e di buon andamento, di immediata disponibilità”. È quanto si legge in una delibera della Corte dei conti che ha proprio analizzato la gestione degli acquisti di beni e servizi del Ministero della Salute e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
 
La Corte rileva “inoltre, un disallineamento notevole fra quanto comunicato dai ministeri e quanto riportato nel Sicr per i consumi intermedi”. E per i giudici è anche “elevato il numero delle strutture che gestiscono gli acquisti, richiedendosi, pertanto, una razionalizzazione delle stazioni appaltanti mediante una loro riduzione”.
 
Altra nota dolente riguarda il ricorso alle procedure aperte e ristrette, anche per i contratti sopra soglia, che “è risultato irrilevante”. La Corte in questo senso ha segnalato “tale significativa circostanza al Dipartimento del coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri e all’Ispettorato generale di finanza della Ragioneria generale dello Stato affinché possano intraprendere le misure ritenute più opportune”.
 
Inoltre nella delibera si fa presente che “la distribuzione degli affidamenti fra le diverse modalità non è verificabile dalle amministrazioni attraverso il sistema informatico, per cui non è possibile monitorare quanti di essi siano posti in essere con le procedure ordinarie e quanti con quelle ritenute eccezionali dall’ordinamento europeo e nazionale”.
 
La Corte segnala anche come da parte dei Ministeri si segnala come “la soddisfazione per i servizi offerti da Consip è modesta. Le criticità più significative riguardano: la violazione delle condizioni di contratto, attribuibile alle mancate verifiche da parte di Consip sulle imprese affidatarie; la lentezza del sistema e i lunghi tempi di attesa; la non competitività dei prezzi rispetto al mercato; le complesse modalità di gestione; le difficoltà per accedere ai servizi di riparazione o sostituzione dei prodotti; l’impossibilità di visionare i beni prima dell’acquisto; l’eccessivo limite minimo di spesa; l’assenza di alcuni prodotti; la poco intellegibile documentazione per l’accesso alla convenzione”.
 
Ma a quanto pare i Ministeri sembrano anche non essere recettivi alle segnalazioni. “Le amministrazioni, spesso, non hanno fornito elementi utili in risposta alle richieste di chiarimenti degli Uffici centrali del bilancio sulle problematicità riscontrate negli affidamenti; gli organi di controllo, pertanto, hanno dato corso ai pagamenti, ai sensi del d.lgs. n. 123/2011, pur in assenza della completezza documentale”.
 
“Non sempre le modalità e le prassi applicative di taluni istituti sono conformi alle disposizioni legislative vigenti, - sentenzia la Corte dei conti come evidenziato, ad esempio, dalla lentezza nell’adeguamento alla disciplina prevista per la determinazione a contrarre. In tal senso, va sottolineata la lentezza nell’adeguamento alla disciplina prevista per la determinazione a contrarre segnalata dal Ministero della salute”.
 
 
Le irregolarità segnate dalla Corte dei conti al Ministero della Salute tra il 2013 e il 2016:
 
Anno 2013.Per un affidamento diretto del servizio di assistenza specialistica per l’aggiornamento e la manutenzione del programma software di gestione documentale e dematerializzazione cartacea, si è evidenziata la mancata allegazione del parere di congruità tecnico-economica dell’offerta rilasciato ex ante dall’ufficio tecnico.
 
Anno 2014.Per un contratto riguardante la banca dati centrale per la raccolta e la registrazione dei movimenti delle confezioni dei prodotti medicinali, la ricezione di una fattura in formato elettronico ha avuto come conseguenza l’omissione della dichiarazione di regolare esecuzione della fornitura. Si è rilevata la necessità che su un separato documento fossero indicati gli estremi della fattura con la dichiarazione, firmata dal responsabile dell’accertamento della regolarità dell’esecuzione; analogamente, per un contratto stipulato per il servizio di gestione e sviluppo del sistema informativo sanitario nazionale riguardante il funzionamento dei servizi trasfusionali. Per un pagamento in esecuzione di un decreto ingiuntivo quale saldo della convenzione con una onlus, si è evidenziata la mancata utilizzazione dei risultati del progetto, a fronte di un esborso di un milione. Si è proceduto alla segnalazione alla Procura regionale della Corte dei conti.
 
Anno 2015. Ministero della salute. Per un contratto di ‘inserimento della categoria apps nella banca dati dei dispositivi medici’, non sono stati rispettati, in sede di affidamento del servizio, i principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità di cui all’art. 27 del codice dei contratti; inoltre, la quantificazione dell’apporto del ministero, effettuata in sede di accordo di collaborazione e comportante l’accollo dell’intera spesa non risponde a criteri di trasparenza e ragionevolezza. Per un contratto per l’affidamento del servizio di conduzione e manutenzione degli impianti di uno stabile, si è rilevato che, nelle ipotesi in cui si presceglie l’affidamento diretto, è opportuno procedere a una ricerca di mercato, anche informale, al fine di determinare il corrispettivo a base d’asta. Infatti, la valutazione di congruità effettuata prendendo a riferimento il prezzo pagato in precedenza, specie nel caso in cui la ditta fornitrice sia sempre la medesima, non può essere considerato un parametro di riferimento adeguato.
 
Per il servizio integrato di assistenza audio e video e il servizio di editing audio-video per una sala regia di un auditorium, si è rilevato che, nell’ipotesi in cui si presceglie la modalità dell’affidamento diretto, è opportuno procedere a una ricerca di mercato, anche informale, al fine di determinare il corrispettivo a base d’asta; infatti, la valutazione di congruità effettuata prendendo a riferimento il prezzo pagato in precedenza, specie nel caso in cui la ditta fornitrice sia sempre la medesima, non può essere considerato un parametro di riferimento adeguato. Si è anche segnalata la necessità di una più adeguata programmazione della spesa, in linea con le reali esigenze dell’amministrazione.
 
Per un contratto per l’esecuzione della valutazione della documentazione tecnica relativa a sostanze attive o prodotti fitosanitari, con stesura dei rapporti di valutazione e della ulteriore documentazione, si è evidenziato il pagamento di un’anticipazione del 30 per cento, superiore a quella prevista dal codice dei contratti, 10 per cento e rideterminata, dal d.l. n. 192 del 2014, fino al 31 dicembre 2016, al 20 per cento.
 
Per un contratto per la realizzazione della campagna di comunicazione sull’alimentazione nell’ambito della partecipazione ad Expo 2015, è stata segnalata, di nuovo, l’opportunità che, nell’ipotesi in cui si prescelga la modalità dell’affidamento diretto, si proceda a una ricerca di mercato, anche informale, al fine di determinare il corrispettivo a base d’asta.
20 luglio 2018
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