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Lunedì 21 MAGGIO 2018
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Elezioni sempre più vicine, forse già a luglio. Lega e 5 Stelle bocciano la proposta di Mattarella per un Governo “neutrale e di garanzia”. Ma il voto sarà comunque gestito da un Esecutivo “non di parte”. Gentiloni e i suoi ministri pronti a fare le valigie. La giornata
Concluse ancora una volta con un nulla di fatto le consultazioni con i Partiti il presidente della Repubblica prende l'iniziativa e annuncia la decisone di inviare alle Camere un Governo "neutrale e di garanzia" con l'auspicio che possa ottenere la fiducia e quindi un mandato pieno per rappresentare l'Italia nei prossimi impegni internazionali e varare la legge finanziaria. Un Governo pronto a dimettersi qualora da qui a dicembre si dovesse costruire una maggioranza politica. Se questa proposta fosse bocciata l'alternativa sarebbe quella del voto in estate o in autunno. Una ipotesi quest'ultima, sempre più vicina visto che sia i 5 Stelle che la Lega hanno già detto che non voteranno la fiducia al Goevrno "neutrale" auspicato dal Capo dello Stato. Ecco come è andata la giornata
07 MAG - Un governo neutrale e di garanzia che rimanga in carica fino al prossimo dicembre per traghettare il Paese al voto, proteggerlo dalle possibili speculazioni finanziarie ed evitare l'aumento delle aliquote Iva. Questa la proposta lanciata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai partiti dopo una lunga giornata di consultazioni conclusasi ancora una volta senza nessuna intesa tra le principali rappresentanze politiche.
 
Questo governo tecnico potrebbe esaurire il suo scopo anche in tempi brevissimi: "Laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza parlamentare - ha detto Mattarella - quel governo si dimetterebbe per far posto a un governo politico. Qualora non si formasse questa maggioranza, il governo neutrale si concluderà comunque a dicembre, per poi andare al voto". In questo modo, spiega il Capo dello Stato, non solo verrebbero accolte le istanze delle forze politiche che hanno continuato in queste settimane a chiedere più tempo per poter giungere ad un'intesa, ma si garantirebbe anche il rispetto dell'esito elettorale dello scorso 4 marzo.
 
"Nel corso dei colloqui di oggi - spiega Mattarella - ho chiesto se vi fossero altre possibilità. Ma non vi è alcuna possibilità di una maggioranza nata da un accordo politico. Esclusa la possibilità di un governo politico di minoranza. Credo che sia più rispettoso del voto degli italiani che a portare alle elezioni sia un governo non di parte. Ringrazio comunque il premier del governo dimissionario Gentiloni. Quale che siano le decisioni che assumeranno i partiti, è doveroso dare vita a un governo. Continuo ad auspicare un governo con pienezza di funzioni, che permetta al Parlamento di svolgere le sue attività e di rappresentare pienamente l'Italia nelle importanti decisioni da prendere in Europa".
 
L'alternativa, resta quella di un voto anticipato in estate o autunno, con tutti i rischi del caso. "L'altra ipotesi - aggiunge il Capo dello Stato - è un voto anticipato, ma si è sempre evitato di votare in estate. Si potrebbe fissare il voto in autunno, ma con la preoccupazione di non avere il tempo di elaborare e approvare la manovra finanziaria. Va considerato anche il rischio ulteriore della speculazione finanziaria sui mercati internazionali. E anche che, a legge elettorale invariata, si riproduca la stessa attuale situazione. Va tenuto anche in debito conto il tema dei tempi minimi per assicurare la partecipazione alle elezioni".
 
Da qui il forte richiamo alla responsabilità di Mattarella ai partiti: "Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che una legislatura si conclude senza essere neanche avviata - conclude Mattarella -. Scelgano i partiti, in Parlamento, tra queste soluzioni alternative. Un governo neutrale ma pienamente in carica fino al fine anno o nuove elezioni subito". 
 
Il messaggio del Capo dello Stato è chiaro: se i partiti decideranno di bocciare anche quest'ulteriore prospettiva per tornare immediatamente al voto, si assumeranno in pieno la responsabilità delle possibili conseguenze per il Paese.
 
 
Nel corso della mattinata, la prima delegazione ad essere stata accolta dal presidente Mattarella era stata quella del MoVimento 5 stelle. "Reddito cittadinanza, legge anticorruzione, abolire la legge Fornero e scelta di un Presidente del Consiglio individuato in maniera condivisa con la Lega". Queste le condizioni che il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, aveva posto alla coalizione di Centrodestra per far nascere un governo politico politico di transizione. Rispondendo alle domande dei cronisti, il capo politico dei 5 stelle aveva poi così liquidato la questione riguardante l'eventuale presenza di Forza Italia nell'Esecutivo: "Sono questioni interne al Centrodestra".
 
Successivamente, nonostante le aperture registratesi nei giorni scorsi, a spiazzare tutti e chiudere le porte ad ogni possibilità di accordo con i 5 stelle era stato Matteo Salvini: "Abbiamo offerto al presidente della Repubblica la disponibilità a dar vita ad un governo che cominci a risolvere i problemi del Paese. Confidiamo che il presidente della Repubblica ci dia modo di trovare una maggioranza che contiamo di trovare in Parlamento per la quale ci mettiamo in gioco personalmente e direttamente. Speriamo nelle prossime ore di poter essere messi al lavoro". 
 
La coalizione di Centrodestra resta dunque unita, e, dopo due vertici a Palazzo Grazioli, prima ieri sera e poi stamattina poco prima della consultazione in Quirinale, passa la linea reclamata in queste ultime settimane a più riprese da Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Nessun accordo con i 5 stelle ma andare a cercare in Parlamento quei seggi mancanti per avere una maggioranza parlamentare. Maggioranza che, ricordiamo, sarebbe potuta arrivare anche indirettamente attraverso alcune assenze strategiche in Aula. 
 
L'unica delegazione ad aprire da subito alla proposta di governo del presidente è stata quella del Partito Democratico. Il segretario reggente, Maurizio Martina, subito dopo il colloquio con Mattarella aveva spiegato: "Noi pensiamo che sia urgente dare una soluzione alla crisi, superare lo stallo. Basta prendere tempo, basta traccheggiare, basta con i giochi dell’oca. Ci pare di vivere il gioco di ritornare alla base di partenza da parte di chi il 4 marzo si è dichiarato vincitore. Per noi viene prima di tutto il Paese. Noi supporteremo il presidente della Repubblica in ogni suo sforzo. Le singole parti da sole non ce la fanno. Il nostro messaggio è che si faccia un passo in avanti tutti. In particolare da parte di chi ha immaginato soluzioni semplici. No a incarichi al buio, no a soluzioni pasticciate".
 
La parola torna ora nuovamente ai partiti. E, più in particolare, a Centrodestra e MoVimento 5 stelle che, se confermeranno le prime dichiarazioni a caldo dei prorpi leader, segneranno l'inevitabile fine della Legislatura senza che essa sia effettivamente mai partita.
 
 
 


In serata anche Forza Italia si è espressa con una nota ufficiale in favore del voto, preferendo però nuove elezioni in autunno. "Forza Italia coerentemente con il voto degli italiani valuterà con gli alleati la sua posizione, tenuto conto degli impegni presi tra i leader. Non ci spaventa il confronto elettorale, ma l’estate non aiuta la partecipazione. Meglio l’autunno”.
 
Giovanni Rodriquez
07 maggio 2018
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