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Governo. Continua il pressing della Lega sul M5S nel tentativo di dar vita ad un esecutivo di “transito” che ne scongiuri uno di “tregua”
Le aperture di ieri da parte di Salvini al M5S, per un Governo a termine che traghetti il Paese fino al voto possibile nella primavera del 2019, è stata bocciata solo dal capogruppo pentastellato al Senato Toninelli. Un segnale importante viene invece dal silenzio di Luigi Di Maio. Lunedì Mattarella spiegherà che il voto anticipato, a giugno così come ad ottobre, non è un'ipotesi percorribile. A quel punto, dal carroccio si aspettano che i 5 stelle possano rompere il loro 'arrocamento' per scongiurare la nascita di un governo tecnico
05 MAG - È iniziato il countdown che porterà lunedì ad uno sblocco decisivo di questa prolungata fase di stallo. La situazione, pur nella sua complessità, è chiara: nell'ultimo giro di consultazioni convocato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, verranno vagliate le uniche due reali opzioni in campo: trovare i numeri che permettano la nascita di un governo di "transizione" in modo da traghettare il Paese al voto nella primavera del 2019, o provare a far nascere un governo di "tregua" sotto la regia del Capo dello Stato.
 
Ogni ipotesi di voto anticipato, a giugno come ad ottobre, verrà bocciata dal Quirinale. Il ritorno alle urne non darebbe alcuna garanzia di poter veder nascere in tempi brevi un nuovo esecutivo e, soprattutto, getterebbe il Paese in una situazione di caos, esponendolo a possibili speculazioni finanziare e costringendolo ad una manovra in esercizio provvisorio di bilancio con conseguente aumento delle aliquote Iva.
 
La Lega, consapevole di tutto questo, con Matteo Salvini ha avanzato ieri un'ultima proposta ai 5 stelle: un governo di "transizione" fino a dicembre con il quale intervenire su alcuni punti ritenuti fondamentali, quali una legge elettorale che garantisca a chi ha vinto le elezioni di poter governare, bloccare l'aumento dell'Iva, fare una legge sulla legittima difesa e modificare la legge dell'immigrazione per limitare gli sbarchi.
 
La prima risposta a Salvini è arriva ieri in serata dal capogruppo al Senato del M5S, Danilo Toninelli: "Mi deludono le persone di cui ho stima, non quelle che non conoscono e di cui non ho apprezzato il passato - ha detto a Radio 105 -. Il voto del 4 marzo ha dato un segnale di cambiamento enorme, eravamo forze antisistema nel senso più positivo. Salvini ha sprecato l'occasione della sua vita per fare un governo altro che di sei mesi. Ha preferito stare con Berlusconi, un pluricondannato, che più passato non può essere. Noi non facciamo governi balneari".
 
Significativo, invece, il silenzio del capo politico Luigi Di Maio. E, fonti interne alla Lega, ci spiegano oggi l'importanza di questa mancata chiusura ufficiale a poco più di 24 ore dalle consultazioni. Messi spalle al muro da Mattarella lunedì, vedendo venir meno ogni speranza di voto anticipato, i 5 stelle potrebbero fare un passo indietro e rompere la loro posizione di 'arroccamento' aprendo così alla proposta di Salvini per evitare di far nascere un governo tecnico. Ad oggi, dunque, filtra ancora ottimiso dalle parti di via Bellerio. 
 
Giovanni Rodriquez
05 maggio 2018
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