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Verso la Direzione PD. Ecco il documento sottoscritto dai parlamentari vicini a Renzi. “No a conte interne. Non voteremo la fiducia a governi Di Maio o Salvini”
Siamo in grado di anticipare i contenuti del documento di 3 punti predisposto dai parlamentari dem vicini all'ex segretario Matteo Renzi, sul quale da ieri è partita una raccolta di firme. Il testo, inizialmente riservato, starebbe emergendo in queste ore probabilmente perché nel frattempo gli equilibri interni sono apparsi più instabili del previsto. Nel documento si propone un "lavoro comune" con tutte le altre forze politiche per "riscrivere insieme le regole del nostro sistema politico-istituzionale". IL DOCUMENTO
02 MAG - No a conte interne domani in Direzione PD. "È più utile riflettere insieme sulla visione che ci attende per le prossime sfide e sulle idee guida del futuro del centrosinistra in Italia". Inizia così il documento che circola in queste ore tra i parlamentari dem in vista dell'appuntamento di domani, quando il partito dovrà esprimersi in via ufficiale sull'ipotesi di un accordo con il MoVimento 5 stelle per la formazione di un possibile Governo. 
 
Siamo in grado di anticipare i contenuti del documento di 3 punti predisposto dai parlamentari dem vicini all'ex segretario Matteo Renzi, sul quale da ieri è partita una raccolta di firme. Inizialmente, questa sembrava dovesse riguardare unicamente i membri della Direzione del PD. Nelle ultime ore, però, la sua sottoscrizione pare essersi estesa a tutti i parlamentari dem. Al momento sarebbero state raccolte le firme di 77 deputati su 105 e 39 senatori su 52. 
 
"Crediamo che lo stallo creato dal voto del 4 marzo sia frutto dell'irresponsabilità del Centrodestra e del Movimento Cinque Stelle che con la loro campagna elettorale permanente hanno messo e stanno continuando a mettere in difficoltà il nostro Paese", si spiega nel testo.
 
"Crediamo che il PD - prosegue il documento - debba essere pronto a confrontarsi con tutti, ma partendo dal rispetto dell'esito del voto: per questo non voteremo la fiducia a un governo guidato da Salvini o Di Maio. Significherebbe infatti venire meno al mandato degli elettori democratici. È utile invece impegnarci a un lavoro comune, insieme a tutte le altre forze politiche, per riscrivere insieme le regole del nostro sistema politico-istituzionale".
 
I 'renziani' chiudono dunque le porte ad ogni ipotesi di accordo, non solo con i 5 stelle, ma anche a possibili Esecutivi di minoranza con il Centrodestra e ribadiscono, seppur indirettamente, il loro 'no' ad elezioni anticipate. Ricalcando quanto già espresso la scorsa domenica da Renzi su Rai 1, si apre invece ad un 'Governo di tutti', sul quale dovrà pronunciarsi il presidente della Repubblica, per realizzare alcune riforme costituzionali e rivedere la legge elettorale prima di tornare alle urne.
 
Questo documento, inizialmente riservato, starebbe emergendo in queste ore probabilmente perché nel frattempo gli equilibri interni sono apparsi più instabili del previsto. Se dunque da una parte si ribadisce il "no" a conte interne, dall'altro si utilizza questo testo come extrema ratio per sottolineare come su queste posizioni i numeri siano ancora tutti dalla parte dell'ex segretario dem.
 
Giovanni Rodriquez
02 maggio 2018
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