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Malattie invasive meningococciche. Precisazioni su fluorochinolonici e chemioprofilassi dal Ministero
Il Ministero raccomanda di limitare l'uso dei fluorochinoloni ai casi in cui sia strettamente necessario, ovvero in caso di contatti stretti da sottoporre a profilassi ma con controindicazioni agli altri antibiotici indicati o di temporanea indisponibilità di questi ultimi. Si sottolinea poi che la profilassi post-esposizione deve essere limitata ai soli contatti stretti e con il presupposto che l'esposizione deve essere avvenuta non oltre i 7 giorni antecedenti l'inizio della sintomatologia. LA NOTA
03 GIU - Il Ministero della Salute ha trasmesso una nota recante alcune precisazioni sull’uso di farmaci contenenti fluorochinoloni e sulla chemioprofilassi delle malattie invasive meningococciche. Alla luce delle recenti comunicazioni di Ema e Aifa in merito ai potenziali rischi correlati all’utilizzo dei farmaci in questione (cfr circolare sopra citata), il Ministero ha ritenuto opportuno fare alcune precisazioni sia per prevenire eventuali effetti indesiderati sia per ridurre la diffusione dell'antibiotico-resistenza nei confronti di questa importante classe di antibiotici che, talora, rappresentano la sola opzione terapeutica nei confronti di infezioni gravi e potenzialmente letali.

In particolare, poiché altri antibiotici sono disponibili per la profilassi post- esposizione delle infezioni meningococciche, il Ministero raccomanda di limitare l'uso dei fluorochinoloni ai casi in cui sia strettamente necessario, ovvero in caso di contatti stretti da sottoporre a profilassi ma con controindicazioni agli altri antibiotici indicati o di temporanea indisponibilità di questi ultimi.
 
Il Dicastero sottolinea, inoltre, che la profilassi post-esposizione deve essere limitata ai soli contatti stretti (secondo la nozione specificata nella stessa nota) e con il presupposto che l'esposizione deve essere avvenuta non oltre i 7 giorni antecedenti l'inizio della sintomatologia nel caso. 
 
La chemioprofilassi dei contatti stretti deve essere fornita prima possibile, dopo la diagnosi microbiologica di meningococco, idealmente prima del tempo minimo di incubazione e, preferibilmente, entro le 48 ore dall’esordio clinico nel caso indice. I dati attualmente disponibili portano a ritenere che se somministrata dopo 14 giorni dall’inizio della malattia, essa ha utilità limitata.
03 giugno 2019
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