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Nuova sentenza del Consiglio di Stato sui bollini farmaceutici
I Giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’impresa cartotecnica operante nel settore della stampa in sicurezza del bollino ottico farmaceutico, ricordando che la revocazione è un rimedio straordinario, ammesso solo in casi tassativamente determinati e non può essere utilizzata come un ulteriore grado di giudizio, tanto meno per un generico riesame di questioni già decise. LA SENTENZA
11 DIC - Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6814/2018, si è pronunciato sulla revocazione della sentenza n. 487/2018 della sez. III del medesimo organo giudicante, relativa alla produzione dei bollini farmaceutici.

In particolare, i Giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’impresa cartotecnica operante nel settore della stampa in sicurezza del bollino ottico farmaceutico, ricordando che la revocazione è un rimedio straordinario, ammesso solo in casi tassativamente determinati e non può essere utilizzata come un ulteriore grado di giudizio, tanto meno per un generico riesame di questioni già decise.

Nel caso in esame, la ricorrente aveva lamentato l’esistenza di alcuni errori di fatto nella citata sentenza n. 487/2018, ai sensi dell’art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c., sostenendo che il D.M. del Ministero dell’economia e delle finanze del 23 dicembre 2013 avrebbe effettuato una esplicita scelta di limitare la qualifica di carta valori solo a quelli destinati ai medicinali dispensati dal Servizio sanitario nazionale, escludendo la privativa dell’ Istituto Poligrafico dello Stato (IPZS) per i farmaci non dispensati.

Il Collegio, a ben vedere, ha affermato che la sentenza impugnata è giunta alla conclusione della sussistenza dell’esclusiva competenza dell’ IPZS rispetto alla produzione dei predetti bollini a seguito di un ragionamento di carattere giuridico, ricostruendo il quadro normativo vigente in materia, e non di fatto.

Ed invero, la sentenza n. 487/2018 alla luce dell’analisi del complesso tessuto normativo “è pervenuta alla conclusione di riconoscere la privativa in capo a IPZS con riguardo al bollino ottico, sia per i farmaci dispensati che per i non dispensati, in considerazione della necessità di un controllo omogeneo sulla circolazione dei farmaci, dispensabili o meno dal Servizio Sanitario Nazionale, contro possibili frodi a danno della salute pubblica mediante la concentrazione del ciclo produttivo dei bollini ottici farmaceutici in capo ad unico soggetto pubblico che, senza moltiplicazione dei centri produttivi, ne assicuri, procuri e certifichi la fede pubblica e, soprattutto, l’effettiva rispondenza del prodotto medicinale all’autorizzazione all’immissione in commercio”.

Pertanto, i Giudici hanno evidenziato che, seppure la ricostruzione della ricorrente fosse corretta, non si tratterebbe di errori di fatto, ma di errori di diritto, attinenti ad un vizio dell’interpretazione della disciplina normativa applicabile alla fattispecie e, in merito al secondo errore denunciato, ad una lettura parziale della delibera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato n. 88651/2017.

Il ricorso è, dunque, inammissibile.
11 dicembre 2018
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