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FarmacistaPiù. Sull’aderenza alla Terapia il ruolo del farmacista produce salute e risparmi. "Ora passare da studi applicazione"
Durante l’evento presentato il progetto I-MUR sul ruolo del farmacista nell’aderenza terapeutica. Positivi i commenti di Autorità ed esperti anche se ora sarà fondamentale “valutare quali tipi di patologie selezionare, quali tipi di pazienti, con quali metodiche, valutare eventualmente quali medicinali sottoporre a questo tipo di monitoraggio più attento”.
19 MAR - Presentati a FarmacistaPiù i risultati dello studio I-MUR patrocinato dalla Federazione e condotto con la Medway School of Pharmacy dell’Università del Kent. Come patologia pilota è stato esaminato l’asma e dall’analisi è emerso che con l’intervento del farmacista sono cresciuti del 25% i pazienti con asma controllata. Ma la ‘pharmaceutical care’  produce anche risparmi, calcolati tra gli 87 e i 297 euro per paziente.
 
“L’obiettivo del progetto  - ha detto Andrea Manfrin Medway School of Pharmacy University of Greenwich & Kent - è quello di andare a vedere se un servizio professionale offerto dal farmacista nel paziente asmatico è in grado di migliorare il controllo dell’asma e quindi generare un risultato clinico che poi diventa anche un risultato economico perché un’asma controllata implica un costo molto inferiore a livello di sistema sanitario, sia diretto che indiretto. Noi volevamo andare a vedere se quest’attività che il farmacista ha fatto aveva un impatto come miglioramento clinico, come riduzione e ottimizzazione dei costi. Questa è la domanda a cui voleva rispondere il progetto I-MUR”.
 
A ribadire la bontà dello studio anche la Prof.ssa Michela Tinelli Assistant professorial research fellow LSE Health and Social Care, The London School of Economics and Political Science che ha ricordato come “per la prima volta a livello italiano, ma si può dire anche a livello internazionale si vede un forte risultato per quanto riguarda l’efficacia di un trattamento offerto dal farmacista ma anche sul costo-efficacia con un effetto duraturo nel tempo. E questo ci dà l’entusiasmo per continuare a collaborare sempre di più. Oggi abbiamo visto che si sono dei piani concreti per cambiare la realtà italiana e offrire da parte del farmacista e in sinergia con tutti gli altri stakeholders finalmente al paziente un servizio efficace”.
 
Ma dopo l’illustrazione del progetto ci sono state anche della valutazioni positive da parte delle Istituzioni a partire dall’Agenzia del Farmaco
 
“Aifa è assolutamente favorevole ad un approccio di questo tipo funzionale all’aderenza – ha spiegato Anna Rosa Marra Direttore Ufficio Valutazione e Autorizzazione AIFA -. Innanzitutto perché una delle missioni prioritarie: assicurare la migliore aderenza alla terapia perché non solo assicura una maggiore probabilità di cura e di qualità della vita ma anche perché una mancata adesione alla terapia aggiunge dei costi al servizio sanitario. Quindi è uno degli obiettivi essenziali. Questo però necessita di ulteriori approfondimenti e studi perché quello che è stato presentato oggi è un esperimento. Un esperimento efficace che ha dimostrato che la figura del farmacista è essenziale. Però di fatto, bisognerà fare delle scelte, valutare quali tipi di patologie selezionare, quali tipi di pazienti, con quali metodiche, valutare eventualmente quali medicinali sottoporre a questo tipo di monitoraggio più attento perché lo studio ci dà numerosissimi spunti quindi è chiaro che non si potrà partire su tutti gli aspetti, ma bisognerà andare per gradi. Poi è chiaro che andranno valutati i costi e l’organizzazione stessa del nostro Paese perché è chiaro che ci sono molti attori coinvolti: il Ministero della Salute, le Regioni e la stessa Aifa che darà il suo supporto attivo. Però ovviamente i professionisti della sanità come farmacisti e medici devono assolutamente fare squadra e avere lo stesso obiettivo”.
 
Giudizio con il segno più anche da parte di Americo Cicchetti Direttore Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari - ALTEMS, Università Cattolica del Sacro Cuore.
 
“Due sono gli elementi chiave – ha precisato  - per l’implementazione del modello I-MUR che ha dimostrato attraverso lo studio di essere potenzialmente costo-efficace. Le due questioni sono: Uno si deve trattare questo servizio come se fosse un Lea e quindi analizzarlo cercando di comprendere se ci sono gli elementi perché questo possa essere considerato un Lea e credo che siano tutti perché c’è l’evidenza scientifica, c’è l’appropriatezza clinica e organizzativa e c’è la pertinenza rispetto agli obiettivi del servizio sanitario nazionale. Dall’altro lato per implementarlo c’è bisogno di un contenitore organizzativo istituzionale e credo che anche sotto il profilo normativo la legge sulla farmacia dei servizi possa essere il contesto adeguato. Ci sono sperimentazioni in corso anche con l’Ordine dei farmacisti, in particolare a Bari e l’elemento aderenza può essere insieme a quello della riconciliazione terapeutica quello che caratterizza il contributo del farmacista in questi processi di presa in carico, in particolare per esempio nella assistenza a domicilio. Quindi credo che questo sia il contenitore. Il contenuto ha le caratteristiche e i dati per essere considerato un Lea e di conseguenza avrebbe tutto quello che serve per poter essere finanziato”.
 
Analisi più prudente da parte invece di Vincenzo Pomo Coordinatore Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati. “Il progetto che la Fofi ha presentato oggi  - ha spiegato - è sicuramente interessante. Ho posto soltanto un problema. Ho acceso un alert sul fatto che l’aderenza terapeutica è un tema che va trattato in sinergia e condivisione con il medico di famiglia e il pediatra di libera scelta”.
 
Una battuta anche sulla Farmacia dei servizi che sarà oggetto del prossimo rinnovo della convenzione. “Sul tema poi dell’innovazione e del ruolo che potrà essere svolto dalla farmacia dei servizi prevista dalla legge già da 6-7 anni fa la posizione della Sisac è quella che sicuramente si potrà dar corso a nuove sperimentazioni ma bisogna identificare i requisiti minimi perché l’autorizzazione all’accreditamento dei nuovi servizi del sistema sanitario non possono che passare attraverso regole che altri hanno rispettato prima dei farmacisti”. 
19 marzo 2016
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