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Papa Francesco: “La gratuità dovrebbe animare le strutture sanitarie cattoliche. Non cadere nell’aziendalismo sanitario”. “Grande attenzione della Chiesa a chi tutela i diritti dei malati”
Lo scrive il Pontefice nel suo messaggio in occasione della prossima Giornata mondiale del malato che si celebrerà in India l’11 febbraio. Il Papa aveva già esortato la sanità cattolica a non cadere nella logica dell’aziendalizzazione e del mercato nel suo precedente messaggio per la Giornata del 2018. E poi un grande ringraziamento al volontariato socio-sanitario e a chi difende i diritti del malato: “Il volontario è un amico disinteressato a cui si possono confidare pensieri ed emozioni”. IL MESSAGGIO INTEGRALE.
08 GEN - Nuovo richiamo di Papa Francesco alla sanità cattolica, dopo quello contenuto nel suo messaggio per la Giornata mondiale del malato dell’anno scorso. L’occasione è la stessa, sempre la Giornata del malato questa volta l’edizione 2019 che si celebrerà in India l’11 febbraio.
 
Anche le parole sono simili. Se nel 2018 parlava della necessità di “preservare gli ospedali cattolici dal rischio dell’aziendalismo che in tutto il mondo cerca di far entrare la cura della salute nell’ambito del mercato, finendo per scartare i poveri”, oggi il pontefice si richiama al concetto di “gratuità”: “La dimensione della gratuità dovrebbe animare soprattutto le strutture sanitarie cattoliche, perché è la logica evangelica a qualificare il loro operare, sia nelle zone più avanzate che in quelle più disagiate del mondo. Le strutture cattoliche sono chiamate ad esprimere il senso del dono, della gratuità e della solidarietà, in risposta alla logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento che non guarda alle persone”.
 
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, scrive infatti il Papa nell’incipit del suo messaggio. Perché, sottolinea, “di fronte alla cultura dello scarto e dell’indifferenza…il dono va posto come il paradigma in grado di sfidare l’individualismo e la frammentazione sociale contemporanea, per muovere nuovi legami e varie forme di cooperazione umana tra popoli e culture”.
 
“La gratuità umana è il lievito dell’azione dei volontari – scrive ancora il Papa - che tanta importanza  hanno nel settore socio-sanitario e che vivono in modo eloquente la spiritualità del Buon Samaritano”.
 
L'esmpio del volontariato socio-sanitario. Da qui un ringraziamento e incoraggiamento a “tutte le associazioni di volontariato che si occupano di trasporto e soccorso dei pazienti, quelle che provvedono alle donazioni di sangue, di tessuti e organi”.
 
Sottolineano poi come “uno speciale ambito in cui la vostra presenza esprime l’attenzione della Chiesa è quello della tutela dei diritti dei malati, soprattutto di quanti sono affetti da patologie che richiedono cure speciali, senza dimenticare il campo della sensibilizzazione e della prevenzione”.
“Sono di fondamentale importanza i vostri servizi di volontariato nelle strutture sanitarie e a domicilio – aggiunge Papa Francesco - che vanno dall’assistenza sanitaria al sostegno spirituale. Ne beneficiano tante persone malate, sole, anziane, con fragilità psichiche e motorie”.
 
“Il volontario – scrive ancora - è un amico disinteressato a cui si possono confidare pensieri ed emozioni; attraverso l’ascolto egli crea le condizioni per cui il malato, da passivo oggetto di cure, diventa soggetto attivo e protagonista di un rapporto di reciprocità, capace di recuperare la speranza, meglio disposto ad accettare le terapie. Il volontariato comunica valori, comportamenti e stili di vita che hanno al centro il fermento del donare. È anche così che si realizza l’umanizzazione delle cure”.
 
La gratuità come dimensione della sanità cattolica. “La dimensione della gratuità dovrebbe animare soprattutto le strutture sanitarie cattoliche – sottolinea in conclusione il Pontefice - perché è la logica evangelica a qualificare il loro operare, sia nelle zone più avanzate che in quelle più disagiate del mondo. Le strutture cattoliche sono chiamate ad esprimere il senso del dono, della gratuità e della solidarietà, in risposta alla logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento che non guarda alle persone”.
 
E poi l’esortazione finale: “Vi esorto tutti, a vari livelli, a promuovere la cultura della gratuità e del dono, indispensabile per superare la cultura del profitto e dello scarto. Le istituzioni sanitarie cattoliche non dovrebbero cadere nell’aziendalismo, ma salvaguardare la cura della persona più che il guadagno”.
08 gennaio 2019
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