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17 FEBBRAIO 2019
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Il piccolo Alex è tornato in Italia. Arrivato al Bambin Gesù dove si tenterà di salvarlo con un trapianto
Purtroppo la ricerca di un donatore, ad oggi, non ha avuto successo e il bimbo, affetto da una grave patologia genetica era ricoverato a Londra, sarà sottoposto ad un trapianto innovativo (previsto per metà dicembre) di midollo da genitore con una metodica di manipolazione delle cellule staminali. 
29 NOV - Nella tarda mattinata di oggi è arrivato all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, proveniente da Londra, Alessandro Maria Montresor il bambino di 18 mesi affetto da linfoistiocitosi emofagocitica (HLH), una grave patologia genetica, che era ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra. Fino ad oggi, non ha avuto successo la ricerca di un donatore totalmente compatibile con il bimbo. Al Bambino Gesù verrà sottoposto ad una tecnica di trapianto innovativa: il trapianto di midollo da genitore con una metodica di manipolazione delle cellule staminali. 
 
“Le condizioni generali del piccolo sono buone – si legge in una nota dell’ospedale pediatrico - . Il trattamento farmacologico in corso, avviato al Great Ormond Street Hospital dove il piccolo era in cura, sta contribuendo efficacemente al contenimento della malattia e verrà proseguito presso il nostro Centro fino all'avvio della procedura trapiantologica. A partire da oggi e nei prossimi giorni, il bambino verrà sottoposto a una serie di esami ematochimici (principalmente indagini microbiologiche) e strumentali, necessari prima di procedere con il trapianto.

“Parallelamente – continua la nota - , i genitori del piccolo effettueranno esami di screening al fine di valutarne l'eleggibilità alla donazione di cellule staminali emopoietiche. L'insieme delle procedure di screening e la somministrazione delle terapie preparatorie richiedono dei tempi tecnici. Il trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore verrà effettuato verosimilmente intorno alla metà di dicembre 2018”.

“Come in tutti i casi di trapianto – ricorda l’ospedale - , anche il trattamento della linfoistiocitosi emofagocitica (HLH) presenta dei rischi. Più nel dettaglio, si tratta di rischi di tipo infettivo (nella fase preparatoria le difese immunitarie del paziente vengono sostanzialmente azzerate per poi recuperare lentamente dopo l'attecchimento del trapianto); tossico (legato alla terapia di preparazione al trapianto) e immunologico”.

Attraverso la voce del papà del piccolo paziente, la famiglia “ringrazia tutte le persone che hanno voluto sostenere la campagna per la donazione di midollo osseo e invita, da oggi, a un periodo di tranquillità per poter affrontare questi giorni difficili con la maggiore serenità possibile e per consentire ai medici di svolgere il proprio lavoro”.
29 novembre 2018
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